venerdì 29 ottobre 2021

La posizione politica di Fernando Pessoa

 

Pessoa ha assistito  nella sua età matura, nel periodo seguente alla prima grande guerra , all'avvento di ideologie e regimi autoritari  in Europa e Portogallo. Lontano dal radicalismo repubblicano della sua giovinezza e sempre più scettico nei confronti della democrazia durante la Prima Repubblica, in un processo identico a tanti altri intellettuali  , la posizione di Pessoa si è evoluta in quegli anni verso un conservatorismo elitario, con caratteristiche messianiche, con nazionalismo, antisocialismo, anticattolicesimo e difesa del liberalismo economico come le caratteristiche più sorprendenti. Si dovrebbe notare che il nazionalismo mistico, cosmopolita e (quasi sempre) liberale di Pessoa aveva le sue caratteristiche, che verrà a distinguersi assolutamente dal nazionalismo che chiamava “morboso” o “animale” che, come scrisse, caratterizzava fascismo italiano e nazionalsocialismo tedesco e li spinse poi all'aggressione e alla guerra.

Fatto è che la dittatura portoghese non era stata una tirannia fin dall'inizio,come Pessoa sostiene essere stato il caso di quella  italiana. Quando la libertà di espressione in Portogallo – e in particolare dello stesso Fernando Pessoa – si trovò completamente incatenata,cedendo il passo al discorso unico dei totalitarismi, lo scrittore ha tratto le sue conclusioni definitive.

Antidoto decisivo contro le idee autoritarie e fasciste fu,per Pessoa , la sua difesa intransigente della dignità della persona umana e libertà dello spirito, le sue costanti difese  della libertà di espressione e creazione artistica individuale pure come la sua posizione sul ruolo indipendente degli intellettuali nella società e davanti allo Stato. Insieme questi caratteristiche lo portarono a collocare   hitlerismo, fascismo e bolscevismo sotto la stessa etichetta di sapore apocalittico:erano “la triplice progenie dell'Anticristo”

“ dos regimes totalitários e das “religiões políticas” – era a de que tanto o comunismo como o fascismo eram “seitas religiosas de misticismo político”

In uno scritto degli anni’20, così si esprime Pessoa “L'organizzazione del fascismo è un'opera di talento, ma del resto non è stato uno stupido che ha organizzato la mafia o la camorra. Ci sono capi di bande di assassini, con grandi doti di organizzazione e coraggio; ma organizzazione e coraggio non convertono le bande di assassini in salvatori della civiltà, né il loro capo in benefattore dell'umanità.”

 O, ancora, in uno scritto del 1925 circa, quando ancora non si parlava di Hitler: “Noi seguiamo il principio contrario allo zio Mussolini e l'abate Lenin. Insegnare a ogni uomo a pensare attraverso la sua testa ed esistere con la sua esistenza – solo con la sua esistenza”

Da :O fascismo e o salazarismo vistos por Fernando Pessoa Autor(es): Barreto, José Publicado por: Imprensa da Universidade de Coimbra





domenica 26 settembre 2021

"Il Circolo Pessoa" di Dario Varini-Leone editore ,fine settembre 2021

 

IL CIRCOLO PESSOA:un viaggio memorabile in terra iberica.Per chi conosce Pessoa e il suo mondo,un nuovo modo originale di accostarsi;per chi non lo conoscesse,un modo per entrarvi

·                     *  *   *

“Vi è stato un tempo in cui la cultura era in contrapposizione alla massa: sparuti individui (ri)cercavano sentimenti, sensazioni e conoscenze sconosciute alla maggior parte delle persone, abbruttite dalla povertà e dall'analfabetismo. Oggi è visibile solo la cultura di massa. Al supermercato si trovano interi scaffali pieni di "modelli a cui fare riferimento", puoi scegliere: vuoi essere come il calciatore? Come la nuotatrice? Come il politico o come la presentatrice? Nessuna osservazione, nessuna riflessione. Manuali per allineare la propria esistenza ad altre che dall'apice rotolano verso l'esaurimento. Ma è davvero cultura questa? Come Nanni Moretti in contrapposizione all'industria Hollywoodiana, chi prova a fare davvero cultura deve cercare il sacro Graal della narrazione della realtà! Cavalcare le onde della cerca, come Machiavelli, così Pessoa e nel piccolo la mia famiglia. Ringrazio mio padre che con disciplina spartana continua la sua ricerca del tempo perduto. Esponendo epoche a noi lontane, che a leggerle si sentono sorprendentemente vicine, sostituisce il lavoro didattico a cui l'industria cinematografica e cartacea ha rinunciato con la cultura di massa. Lo ringrazio soprattutto per avermi permesso di collaborare: scrivendo il capitolo sull'incontro fra Pessoa e Crowley mi sono sentito coinvolto nella “santa cerca” e spero un giorno di avere le capacità di guidare anche io una spedizione. La cultura non è un pranzo di gala, la cultura è un disegno, un ricamo. La si deve progettare con eleganza, tranquillità e delicatezza; si deve lavorare con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e generosità. La cultura è quel processo attraverso il quale il germoglio di un sogno affonda le prime radici.”

(Domiziano Varini)


"Mi sono nascosto là, continuò, in una piccola proprietà di amici, ho passato tutti questi anni in una casa di campagna, davanti alla quale c’è un gelso centenario e sotto quel gelso ho scritto tutte le mie odi pindariche e le mie poesie oraziane"
Ricardo Reis ha paura dell'aereo, ma ha un appuntamento a cui non può mancare: deve ritornare a Lisbona. Leonardo invece ha bisogno di cambiare aria, di rendersi un po' irreperibile, e la città portoghese è tutto ciò che gli serve. E Fernando a chiamarli a sé, Fernando Pessoa. I tre amici inizieranno un viaggio degno di Charles Dickens e del circolo Pickwick, tra il Portogallo e la Spagna. Nel corso di questa avventura surreale, il trio svilupperà serrati ragionamenti sulla storia dei luoghi visitati, sulla letteratura e sulla politica. I loro incontri e il loro stare insieme saranno la linfa per la creazione di un circolo intellettuale, di uno sguardo originale e complesso sulla realtà e sulla condizione umana."




venerdì 10 settembre 2021

IL SECOLO”BREVE”. Dagli interventisti e pacifisti , ai vax e no vax.

 

IL SECOLO”BREVE”.

Dagli interventisti e pacifisti , ai vax e no vax.

Fino ad un secolo fa il Sistema in cui era organizzata la gran parte delle società umane, fin dalla Preistoria,  comportava la necessità e legittimità della guerra come risoluzione di controversie fra potenze, a grandi o piccoli livelli che fossero.

Il potenziamento esponenziale portato agli apparati militari d’offesa, dalla polvere da sparo fino all’ industrializzazione avanzata fu causa  nella guerra iniziata nel  1914 di un’immane carneficina e in coscienze e settori umanitari di sentimenti e idee illuministe, socialiste e in parte religiose, si espressero con più convinzione posizioni di un sempre più solido pacifismo in grado di contrastare le posizioni delle caste militari ed economiche militarizzate,proprie del capitalismo aggressivo nazionalista e  imperialista.

Fascismo, nazismo, dagli anni del primo dopoguerra a quelli del secondo, fino alle estensioni asiatiche, africane, sudamericane, vanno intesi come il rigurgito violento e dittatoriale dello spirito di bellicosità di soggetti,gruppi  e nazioni nei confronti  della  coscienza e attività pacifiste.

Nel contesto della bellicosità come inevitabile reazione, inizialmente a scopo difensivo,  venivano cooptate anche posizioni riferite a sistemi, quale quello liberal-democratico degli U.S. e quello social-comunista dell’URSS, ispirate inizialmente ad ideologia e pratica meno conflittuale,facendo d’altra parte tornare preminenti al loro interno,in una sorta di contagio, gli elementi del bellicismo, non certo soppresso.

(non possiamo certo dire che esistano Nazioni esenti da bellicosità, come ,per fare un esempio non possiamo dire che oggi gli islandesi siano tutti pacifisti o che i tedeschi degli anni’40 fossero tutti guerrafondai ).

Tant’è vero che proprio i governi di U.S. e URSS parvero poi raccogliere il testimone della bellicosità ponendosi come maggiori interpreti imperialisti fino ad oggi, a dimostrazione di una tradizione bellicista di chi è più potenza mondiale . Nell’attualità della globalizzazione a questo aspetto della bellicosità si è robustamente unita la componente delle  varie nazioni islamiche ,oltreché il perdurare dei vari elementi conflittuali  nazionalisti in Asia,  etnico-tribali in Africa, di stampo gangsteristico in Sudamerica.

La diffusione e  l’incremento del terrorismo nell’età contemporanea affiancano l’attività bellica con risultati in certi casi di maggior logoramento.

Fa storia a sé quella che è divenuta la nuova potenza, la Cina, dove i l sistema di pensiero di tradizione secolare  e  i traumi delle invasioni europee e giapponesi,  han portato più ad un ripudio della guerra che alla sua attività.

 

Dopo la seconda guerra mondiale, negli indeboliti Stati europei si è rafforzata ancora di più  la coscienza dell’opportunità  del ripudio della guerra.

Interventi residui per il mantenimento dell’imperialismo francese o inglese, in Asia o Africa,sono via via scemati nella rassegnazione alla sconfitta o nel patteggiamento. Stati scandinavi ,iberici, la confederazione elvetica , hanno potuto ribadire una scelta neutrale per motivi diversi da tempo attivata, Stati come Italia e Germania, pesantemente provati dalla  sconfitta hanno sottolineato fin nelle nuove Costituzioni nazionali  il  ripudio del ricorso alla guerra, così le   Nazioni dell’est poi liberate alla fine degli anni’80 dall’imperialismo sovietico .La guerra di Jugoslavia di fine secolo è stato il tragico epifenomeno bellicista in suolo europeo , quella d'Ucraina persiste a rammentare il mai sopito consistere della conflittualità.

Questi principi non hanno esentato forze militari europee dagli impegni Nato a seguito delle azioni degli U.S. in Asia, Medioriente, Africa, con la copertura concettuale del “bellum iustum” di romana memoria, né hanno impedito il protrarsi di “guerre fredde” a lato di guerre”civili” come da ultime quella siriana o afgana.

 

Sulla scorta del pensiero illuminista, socialista, del pacifismo e della tolleranza , in parte  di certa religiosità caritatevole, con l’avvento di una più sviluppata democrazia,nell’Europa del dopoguerra e negli  U.S. si sono sviluppate  controversie, “battaglie”ideologiche civili sui diritti .

Il diritto all’obiezione di coscienza e al rifiuto dell’addestramento e impegno militare, come prima conseguenza.

I diritti dei lavoratori, delle donne, delle razze e dei generi  discriminati; i l diritto  al divorzio, ad unioni parentali omosessuali,all’aborto, all’eutanasia.

 

La condizione della pandemia in cui l’umanità è caduta con gli inizi del 2020 ha portato in seguito al dibattito e alla controversia riguardo alla necessità della vaccinazione.

Lasciando a monte conoscenze e  perplessità sulle cause ,  origini e sfruttamento da parte di certi settori di un contagio virale che ha indebolito le certezze dello sviluppo della sicurezza umana e messo in evidenza le carenze, l’imperfezione dei mezzi scientifici e sanitari, si è trattato  pragmaticamente di cercare di comprendere , da parte di governanti e cittadini, cosa fosse e sia meglio fare.

All’inizio ,a partire dall’esempio cinese, ovunque i Governi hanno sospeso anche   elementari libertà individuali, onde evitare contatti e diffusione di un contagio di allarmante portata e  ricaduta in termini di decessi. Questo almeno nelle società di un”certo”benessere, quelle che si ritenevano più avanzate.

Perché un dato fa da interrogativo. Perché nelle disperate condizioni,nell’affollamento, nella precaria igiene  e alimentazione dei campi profughi, non è stata  segnalata la moria che ahimè si sarebbe dovuto temere ? Forse che quella”nuda vita” apparentemente più debole, promiscua per necessità di fatto, esprime invece nelle sue regole religiose, comportamentali,personali e nella penuria di consumo di alimenti sofisticati, zuccheri,grassi ecc. una maggiore resistenza al virus?

 

Gli interventi dei Governi  hanno condotto  anche a  divieti assurdi personali quali quelli di libertà di movimenti strettamente individuali  in spazi di assoluta  rarefazione sociale ,o in proprietà private. L'imposizione del confinamento, della clausura , di tipo medievale, hanno certamente aggiunto allarme all’ allarme del contagio. Come in tutte le emergenze e difficoltà della storia, lo spirito prevaricatore del Potere si è manifestato inizialmente negli scherani di basso rango scattati a comminare sanzioni, intimidazioni, in un'interpretazione vessatoria di indicazioni per altro emanate dai governanti, sulla scorta del terrore ispirato da medici  e scienziati terrorizzati dall'incognita rispetto a cui si dimostravano scarsamente potenti.

Sono stati questi eccessi  certamente derivati dall’impreparazione e panico dei governanti di fronte d’altra parte ad un fenomeno anomalo e in gran parte  sconosciuto a tutti , a provocare l’iniziale reazione all’interno di certa opinione allarmata dal sentore di una possibile dittatura sanitaria illimitata che si estendesse politicamente in  soppressione , non  soltanto cautelativa e temporanea ,di elementari libertà.

In questo senso si esprimevano alcuni filosofi e  libertari , chi in termini  di diritti naturalmente umani, senza i quali la vita attiva non si può più chiamare tale, chi di diritti giuridici, politici,democratici,  e  possiamo  dire che i loro interventi siano stati a loro volta  necessari , come cautelativi rispetto ad una possibile deriva autoritarista dei Governi.

Al seguito il movimento del risentimento, della frustrazione, di certo opportunismo politico, ha alimentato manifestazioni, che ,se civilmente proposte, possono comunque ritenersi anch’esse di validità cautelativa rispetto ai rischi di eccessiva acquiescenza e  conformismo della gente  rispetto a dettati comunque non certi.

In questo movimento del dissenso si sono trovati accostati soggetti diversi. Naturisti pacifici, interpreti della necessità di maggiore  pulizia ecologica generale,anarchici libertari , anarco-fascisti, questi ultimi  estremamente attenti ai diritti del proprio corpo quanto altrettanto disponibili alla  prevaricazione di quelli altrui quando considerati di tribù diversa, o semplicemente perché altri da sé. Inutili e  dannosi gli strumentalizzatori, attivi nella sempiterna pantomima dell’”armiamoci e partite”,in quanto politici interni del sistema dei cui privilegi e proventi godono e che certamente non cambierebbero , che soffiano sul fuoco di  certa rabbia popolare per fini elettorali .

Sono risultati confusi concettualmente nella circostanza  termini storici di diversa derivazione  . Così quello di "negazionismo", invalso per identificare coloro che hanno minimizzato o negato parte considerevole dei crimini del nazismo, è passato a definire  coloro che ritengono di stampo "nazista" il complotto della pandemia. (aggiungo che negli anni '70 lo stesso termine definiva il movimento ultraradicale di negazione dell'esistente capitalizzato)

Dobbiamo altrimenti dire che la tenuta democratica  del Sistema  è stata  provata   in generale nuovamente  dall’estate  del’20, e che concessioni populiste da parte dei governi  alla ripresa precoce della socializzazione e del divertimento hanno avuto ancora conseguenze di ricaduta e aggravio fin dall’autunno scorso, con parziale ripresentazione delle misure del lockdown.

 

Precoce, ma del resto anche auspicabile, pena la crescita dei decessi e  il blocco della macchina produttiva dell’intero Sistema, è stato il lancio della campagna vaccinale.

Proprio la precocità del ritrovato ha fatto sorgere altro dibattito: se l’ impatto dei vaccini  sia efficace o palliativo ; se gli effetti siano di alto o utile  rafforzamento d’ immunizzazione o di rischi anche gravi e mortali collaterali. Se la rapidità del ritrovamento di questi specifici fosse più motivata dalla necessità della Scienza di riaffermare la propria sviluppata capacità, un po’ compromessa  dall’impatto iniziale della pandemia, o se invece questo Sapere umano dimostrasse con i fatti la possibilità dell’ottimismo o per lo meno di incoraggiamento alla fiducia.

I dati presenti pare comprovino  che, a lato della percentuale dei più deboli sfortunati defunti, dei contagiati e guariti, immunizzati naturali, distanziati radicali ecc., la somministrazione del vaccino abbia un qualche effetto di rafforzamento della difesa e reazione sociale nei confronti della pandemia .Si può esprimere qualche dubbio sulla validità scientifica totale , ma non dubitare totalmente che aspetti di validità siano stati comprovati.

Invogliare la popolazione refrattaria per sensibilità o ideologia a vaccinarsi,e tentare una strada per migliorare il ripristino di certa”normalità”, ha portato governi mondiali all’introduzione del green pass,i l certificato di avvenuta vaccinazione.

L’introduzione di questo mezzo, da lasciapassare per  frequentazioni,  movimenti, viaggi ecc. è  stato recentemente esteso a carta d’identità per  occupare i propri posti di lavoro, e ciò ha indotto un altro aspetto del dibattito presente in cui la dialettica risulta al momento abbastanza limitata dalla  conflittualità fra chi sostiene il principio, fino al limite dell’obbligo e chi lo nega sulle basi  dei diritti umani e legali alla libera scelta in materia.

Non  è del resto facile dire cosa sia o non sia giusto ora, non avendo prova di cosa accadrà di nuovo con la ripresa di scuole ,uffici ecc. Non è sicuro che il non vaccinato comporti un rischio maggiore , diretto per il prossimo, poiché vaccinato o non possono essere comunque latori  ,anche se asintomatici,del virus ;è’indubbio che l’avanzare della vaccinazione serva  a indebolire l’impatto generale del contagio.

Sul diritto al proprio posto di lavoro e alla remunerazione   nonostante il rifiuto della vaccinazione,rispetto ai decreti governativi credo non sia cosa di facile decisione. La presenza del decretato  stato di calamità comporta la presenza di una situazione particolare e ad essa  si continua  far fronte. Più che mai necessaria la salvaguardia di tutte le persone e di tutti i diritti, compatibilmente con le contraddizioni che certe scelte impongono e che non sono certo di semplice discernimento.

Scienziati,medici, dirigenti di uffici, scuole, fabbriche,di tutti i luoghi di concentrazione,per la massima tutela possibile della salute pubblica; sindacalisti per la salvaguardia anche economica del lavoro, i politici preposti a decidere le norme. Necessario che tutti si rapportino con la massima coscienza e sensibilità, perchè la dialettica derivante porti a scelte equilibrate e condivisibili.




domenica 6 giugno 2021

Kurdistan, l' eterna rimozione

 Da anni il fumettista Zero Calcare(Michele Rech) sensibilizza, con i suoi viaggi e le testimonianze che ne seguono, sulla situazione nelle enclavi mediorientali delle popolazioni curde e yazide , fra Turchia, Siria e Iraq.

Etnie vessate da anni dalle potenze regionali suddette e dall'Iran, , senza un vero e proprio Stato riconosciuto internazionalmente, i curdi sono a loro volta divisi internamente fra varie fazioni . "Aiutati" per interessi dagli U.S. durante i conflitti irakeno e siriano, riuniti nella lotta contro l'Isis, hanno ora nella Turchia il principale oppressore, dato l'indebolimento degli stati irakeno e siriano. Come detto esistono vari organismi curdi (PKK turco , Peshmerga PDK e UPK irakeni, KPDI iraniano...) ,in rapporto anche alle aree di controllo. In particolare nella zona del Rojava, fra Siria nord-orientale e Iraq , così come nell'area di Makhmur,Kudistan iraqeno, campo profughi di circa 15.000 persone, sono sorte amministrazioni autonome ,sull'esempio del Free Life Party of Kurdistan (PJAK), ispirato al confederalismo democratico di Abdullah Ocalan ,per promuovere aspetti di socialismo con uguaglianza di genere , tolleranza pluralistica etnica e religiosa, ecologia. Questi 'organismi rimangono particolarmente sotto attacco , a causa della loro "diversità" e minorità nel "gran gioco" regionale, come testimonia il recente bombardamento da parte di droni turchi del campo profughi di Makhmur.





venerdì 9 aprile 2021

Ricerca scientifica e apprendisti stregoni. La ricerca GoF e le reali origini del Covid-19

 «È un campo controverso, quello della ricerca GoF, sia per la pericolosità che la creazione in laboratorio di nuovi patogeni pone, sia per la mancanza di trasparenza e di controllo da parte della società civile, specie in paesi poco trasparenti per definizione, come la Cina o la Russia. Ma anche gli Usa. Spesso si tratta di ricerche in ambito militare o secretate per questioni di sicurezza nazionale, oppure finanziate con fondi pubblici a seguito della pubblicazione di bandi, ma in assenza di una reale ed affidabile valutazione del rischio». Come esempio si può citare una notizia apparsa nel  2015, riguardante la creazione di un chimera-virus, cioé una versione ibrida tra un ceppo di Coronavirus originariamente del pipistrello (l’SHC014) e uno simile a quello che causa la Sars nell’uomo (Sindrome respiratoria acuta grave).

Juanne Pili


Poco più di  un anno fa, mentre la pandemia da covid-19 si diffondeva sull'intero Pianeta,  la Cina decideva di rendere pubbliche le sequenze genetiche del virus all'origine delle polmoniti anomale . Un virus nuovo :si dichiarava che la cosa più probabile era  che si trattasse  di una zoonosi, cioè un virus che è saltato di specie: da un animale all’uomo. ( vedi David Quammen, Spillover).

C'era  però chi, come un ex capo del MI6,servizi segreti di G.B., dichiava invece che si trattava di un prodotto d’incidente di laboratorio, a Wuhan,città di importante attività  scientifica. Una tesi simile, che ipotizzava complicazioni con la diffusione dell'R5 nella metropoli cinese,  era  sostenuta anche dal dott.Montagnier, noto virologo e premio Nobel per la ricerca sull'AIDS.

Dopo circa un anno, fine inverno 2021,nel suo rapporto finale, scritto insieme a scienziati cinesi, il team coordinato dall'OMS, che ha trascorso quattro settimane a Wuhan tra gennaio e febbraio 2021, ha affermato che il virus è stato probabilmente trasmesso dai pipistrelli agli esseri umani attraverso un altro animale e che la fuga accidentale dell’agente virale da un laboratorio è "estremamente improbabile".Tuttavia nel testo non risulta molto chiaro perchè gli addetti allo studio non possono ritenere valida la tesi.
 
Uno degli investigatori del team ha riferito che la Cina ha rifiutato di fornire i dati grezzi sui primi casi di COVID-19 e ciò ha complicato il lavoro per risalire all’origine della pandemia

A seguito è però di questi giorni la comparsa della dichiarazione di Ilaria Capua 

"È plausibile l'ipotesi che il Covid-19 sia nato in laboratorio"
AGI - Esiste “l’ipotesi che Sars-Cov-2 possa essere figlio di un virus generato in laboratorio” ed “è ritenuta plausibile al punto tale da dover mandare una squadra di esperti a verificare cosa è successo in quel laboratorio”. E' quanto afferma la virologa Ilaria Capua, in un'analisi sul Corriere della Sera.
“Se l’Oms, oltre un anno dopo il fatto, decide di spedire un gruppo di esperti in Cina per cercare di stabilire che cosa è successo - fa notare Capua - un motivo c’è”. “E il motivo che serpeggia nel fondo – spiega – è che è accettato e risaputo che in alcuni laboratori del mondo esista la tecnologia per alterare virus naturali più o meno innocui e trasformarli in stipiti virali potenzialmente pandemici”.
“Questi esperimenti detti Gof (Gain of fuction, acquisizione di funzioni) - prosegue la scienziata - mirano a far acquisire a virus naturali o di laboratorio alcune caratteristiche come la virulenza o la trasmissibilità per poi studiarne i meccanismi in sistemi di ricerca artificiali” tanto che di questi stessi esperimenti “si parlò molto nel 2012 quando alcuni gruppi di scienziati finanziati da enti pubblici trasformarono virus influenzali aviari H5N1 in una variante più contagiosa”.
Secondo Capua si tratta di scegliere oggi cosa fare per la salute mondiale: “in futuro vogliamo investire sul potenziamento dei virus o dei vaccini?”.
Affrontare il rapporto rischio-beneficio di moltiplicare i laboratori che possono generare virus con potenziale patogeno rafforzato - si domanda - oppure spingersi nell’immaginare un mondo che grazie al Covid-19 avrà presto vaccini in formato cerotto, spray, chip che possono arrivare a destinazione anche senza un involucro gigantesco e refrigerante, che a oggi si è mostrato uno dei principali colli di bottiglia della logistica?".
"Si tratta solo di pensarci bene e scegliere - sottolinea Capua - perché questo dibattito plasmerà il futuro delle nostre società e proprio per questo motivo al tavolo ci devono stare tutti”.

“Di soldi per la ricerca - conclude - non ce n’è mai abbastanza e prima che sia troppo tardi riflettiamoci bene perché questo momento di consapevolezza non ripasserà fino alla (ahimè) prossima pandemia”.


Per documentarsi  su quanto in materia si riferisce alla ricerca scientifica, si può leggere:

Virus ingegnerizzati e dual-use research: profili etici

Documenti del Comitato Etico della Fondazione Umberto Veronesi

AUTORI TELMO PIEVANI CARLO ALBERTO REDI  MARCO ANNONI

Introduzione

Storicamente, il dibattito contemporaneo sui rischi del progresso tecnico-scientifico raggiunge il proprio apice dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando si apre la discussione sulle responsabilità morali degli scienziati rispetto allo sviluppo della prima bomba atomica

 A differenza di settant’anni fa, però, oggi le domande che erano prima rivolte ai fisici riguardano sempre di più gli scienziati che operano nel campo delle scienze della vita. Grazie alle nuove conoscenze in genomica e biologia molecolare, infatti, i ricercatori hanno ora a disposizione nuove tecniche sperimentali che permettono loro di creare dei “virus potenziati” per fini di ricerca.

La creazione di questi virus ingegnerizzati è utile perché permette ai ricercatori di decifrare la correlazione tra il genoma degli agenti patogeni e il loro fenotipo, e cioè l’insieme delle loro caratteristiche osservabili. Ciò consente di comprendere meglio i meccanismi molecolari attraverso cui un agente patogeno diviene pericoloso per l’uomo o l’ambiente. Tali ricerche offrono quindi la possibilità sia di rispondere più efficacemente alla minaccia di virus finora sconosciuti, sia di anticipare gli effetti che alcune mutazioni spontanee potrebbero avere su virus già noti, aiutando così a predisporre adeguate contromisure a livello di salute pubblica.

D’altro canto, però, tali virus potrebbero comportare danni seri e irreversibili per l’umanità e l’ecosistema qualora fossero accidentalmente o intenzionalmente rilasciati fuori da ambienti controllati. Inoltre, i meccanismi della ricerca scientifica fanno sì che i risultati e le metodologie sperimentali utilizzate per creare tali virus siano poi pubblicati in articoli scientifici cui tutti hanno libero accesso. Ciò significa che le informazioni utili a (ri) costruire tali “super virus” sono poi rese disponibili sia a chi è interessato a sviluppare nuove cure o misure di salute pubblica, sia a chi, invece, è potenzialmente interessato a una loro applicazione bellica o terroristica.

È dunque evidente che, in questi casi, due serie di valori etici fondamentali entrano tra loro in conflitto: da una parte vi è la necessità di proteggere la libertà di ricerca scientifica e i potenziali benefici che possono derivare da questo tipo di ricerche; dall’altra vi è invece la necessità di proteggere la società e l’ambiente da danni potenzialmente severi e irreversibili. La creazione di virus potenziati per fini di ricerca merita quindi un’analisi bioetica razionale. In particolare, il presente documento si concentra sulle implicazioni etiche delle cosiddette “ricerche duali” (dall’inglese dual-use research), e cioè di quelle indagini scientifiche ambivalenti perché foriere di applicazioni benefiche ma i cui risultati potrebbero portare anche alla creazione di nuovi armamenti o a danneggiare seriamente la salute pubblica e l’ambiente

LE RICERCHE “DUAL-USE” E “GAIN-OF-FUNCTION” Nel presente documento definiremo “dual-use researches” tutte quelle ricerche sperimentali da cui è ragionevole aspettarsi che derivino informazioni, prodotti o tecnologie che potrebbero poi essere utilizzate per minacciare la salute pubblica, l’ambiente o altri soggetti legalmente protetti . Il problema di questa definizione, però, è che qualsiasi ricerca può in teoria essere usata per scopi malevoli .

(per leggere l'intero >Rivista scientifica a cura del Comitato Etico della Fondazione ...

https://scienceandethics.fondazioneveronesi.it › V

di EFU Veronesi · 2016 — ricerca GOF i ricercatori modificano il genoma di un ... ricerche GOFof concern (e cioè che possono ... esperimenti che: (i) dimostrerebbero come rendere un .





venerdì 19 marzo 2021

MANIFESTAÇÃO MUNDIAL PELA LIBERDADE | PORTUGAL | 20 Março 2021 EM DEFESA DOS DIREITOS HUMANOS, LIBERDADE E JUSTIÇA SOCIAL:NÃO CONFINAMENTOS E À VIGILÂNCIA DIGITAL

 Continuiamo a sperare di essere all'ultima stagione di grande preoccupazione, che l'effetto combinato estate-vaccinazioni porti ad un indebolimento progressivo e irreversibile della diffusione dei contagi.
Perchè non vi siano comunque ritardi colpevoli dovuti alle varie burocrazie degli Stati o Unioni, e ad un compiacimento, con più o meno vari interessi, da parte dei Poteri (economico, politico ecc.) a tenere i cittadini in stato di segregazione , con tutto quanto ne consegue,  documentiamo le istanze mondiali radicali come la seguente , che appare aperta al dibattito, non estremista

MANIFESTAÇÃO MUNDIAL PELA LIBERDADE | PORTUGAL | 20 Março 2021
EM DEFESA DOS DIREITOS HUMANOS, LIBERDADE E JUSTIÇA SOCIAL:NÃO CONFINAMENTOS E À VIGILÂNCIA DIGITAL
Noi - un collettivo di cittadini - invitiamo tutti coloro che difendono i diritti umani,libertà civili fondamentali e giustizia sociale, per unirsi a noi in questa iniziativa a Lisbona
sabato 20 marzo.
▪ I confinamenti hanno causato danni incommensurabili sia in termini di salute mentale che fisica, creando devastanti sfide economiche per le popolazioni più vulnerabili e hanno causato un aumento di differenze sociali. Dato che, l' efficacia nel contenere le malattie respiratorie virali, è scientificamente discutibile;
▪ La crescente vigilanza che ci viene imposta da aziende e governi con il pretesto della "biosicurezza";
▪ La censura di voci critiche nei confronti delle misure imposte per contenere il Covid-19 sia dai media così come attraverso i social network.
▪ Crediamo che la sovranità di ogni cittadino debba essere rispettata e che i governi non abbiano il diritto di interferire o violare i diritti fondamentali.
▪ Molti virologi, epidemiologi e immunologi hanno manifestato, in diverse occasioni, seri preoccupazioni: sia per la sicurezza dell'attuale campagna di vaccinazione di massa contro Covid-19,
così come l'ignoranza dei suoi effetti a lungo termine.
Chiediamo al GOVERNO PORTOGHESE, all'UNIONE EUROPEA, alla COMUNITÀ GLOBALE e all'OMS di:
▪ Abrogare tutte le misure di "sicurezza" che limitano i diritti umani e le libertà fondamentali civili (in viaggio, lavoro, tempo libero, consumo, ecc.);
▪ Proteggere i cittadini portoghesi e del mondo dalla crescente sorveglianza digitale;
▪ Chiamare un comitato di esperti indipendenti e diversificati per esaminare criticamente l' efficacia di tutte le misure imposte dai governi per combattere la pandemia;
Ci uniamo per difendere i principi fondamentali di società democratiche e aperte, in spirito di non violenza, solidarietà e rispetto: che si estende anche a chi non condivide le nostre opinioni.
Siamo cittadini uniti da una preoccupazione comune per la nostra società e per le generazioni future.
Tutte le voci sono benvenute, tranne quelle che promuovono la violenza, la diffusione della xenofobia, il razzismo,sessismo e qualsiasi altro tipo di discriminazione o odio.





martedì 9 marzo 2021

A proposito di PD e Sardine

 

Sorto nel 1921 dalla scissione del PSI, già nel riflusso del “biennio rosso”, il PC d’I  fu per mezzo secolo circa espressione della teoria di Karl Marx e affiliato al   comunismo leninista,poi stalinista (da Gramsci, Bordiga, Togliatti fino a Longo, Ingrao ecc.) ; poi  dal 1976 ( da Altiero Spinelli, ad  Enrico Berlinguer) ci fu la transizione  all’eurocomunismo socialdemocratico  via via diluito rispetto ai  presupposti originari , fino alla rinuncia definitiva  e con  il passaggio al PD.

Sulla fine del secolo XIX,  fino alla rivoluzione russa, vigevano a guida del comunismo i principi marxisti della lotta di classe, ben motivati nella distinzione fra capitale  e lavoro, fra possidenti e proletari. Partito dei lavoratori produttori di un plusvalore eccedente lo scambio lavoro-salario, di cui  beneficiavano i proprietari, industriali  o agricoli, criticava l’ estensione progressiva delle differenze di classe, anziché una più equa spartizione e riteneva necessaria la rivoluzione.

Con la rivoluzione russa il comunismo ebbe modo di passare dalla teoria alla pratica nell’esperienza delle repubbliche socialiste dei soviet. In Italia il  Partito, nel giro di pochi anni dopo la fondazione, dovette affrontare il fascismo e la riduzione della propria azione alla clandestinità , con i limiti strutturali che la persecuzione subita da parte del nuovo regime  recava con sé.. Partito  di operai, contadini, impiegati e piccoli quadri, intellettuali e studenti , dirigenti e militanti mutuarono dall’esperienza sovietica l’organizzazione clandestina  antifascista  della Resistenza che li portò nel ’45 all’affermazione, con la fine della seconda grande guerra e i l crollo del regime e della monarchia, nell’adesione alla democrazia in alternativa a DC e PSI.

Nel ventennio successivo il  Partito perde del tutto il carattere rivoluzionario, anche a seguito della ricaduta  interna provocata  dalle  manifestazioni imperialiste dell’URSS ( già precedute dal ventennio stalinista, della cui natura , fra repressioni interne e ruolo nella guerra di Spagna, si erano avute avvisaglie,al cui proposito scriveva nel 1947 Victor Serge,  che nel 1919 si era accostato criticamente ai bolscevichi  :"Il comunismo totalitario si è stabilizzato in quanto controrivoluzione rispetto al movimento socialista... la rivoluzione proletaria ai miei occhi non è più il nostro fine;la rivoluzione che intendiamo servire non può essere che socialista,nel senso umanistico della parola.Più esattamente socializzante,democraticamente,libertariamente..."("Trent'anni dopo la rivoluzione russa")

Il Partito italiano stenta a dissociarsi, e quando  lo  fa non è nel richiamo ai principi più coerenti del marxismo, ma piuttosto a quelli della socialdemocrazia.

 Nel senso rivoluzionario risulta allora superato   in Europa da movimenti della nuova sinistra  con il ’68, fino  alla denuncia esplicita ratificata  dal movimento del ‘77 dopo l’avvicinamento del PCI, divenuto eurocomunista, al Governo con il “compromesso storico” . .

Nel frattempo ,dal secondo dopo guerra in avanti, con il rilancio produttivo era venuta   più sfumata la  distinzione fra classi o ceti  del Capitale e classi o ceti del Lavoro .Via via l’integrazione dei ceti  dei lavoratori in una società consumista , trasformati da proletari in piccoli proprietari, dalla casa all’auto ,ai piccoli depositi bancari, rendeva ormai  improbabile  l’ipotesi di una società comunista in Occidente e in Italia.

Chiunque possieda, poco  o tanto, è geloso di ciò che gli  appartiene, soprattutto se lo ha conquistato con la fatica del lavoro.

 L’idea di una società comunista umanitaria, certamente prospettata con forme differenti rispetto a quella stalinista, restava espressione teorica di intellettuali e giovani a cui si univano frange operaie importanti non assimilate, o deluse dalla svolta del Partito. Questo movimento guardava ora non solo  agli aspetti  delle differenze di classe, quanto anche a quelli dell’alienazione indotta non solo nel lavoro, ma in ogni attività, dal dominio del capitalismo e del consumismo.

Ma dopo gli anni del terrorismo e il riflusso dei movimenti di contestazione, abbandonata ogni remora a mantenere un’identità di controllo delle posizioni classiche di sinistra da parte del PCI,  ecco  in successione l’approdo al Partito socialista europeo (Giorgio Napolitano, 1986),poi dopo il crollo del sistema sovietico ,la costituzione del Partito democratico della Sinistra (1991 Achille Ochetto, poi D’Alema),poi Democratici di Sinistra(1998) e le varie coniugazioni “vegetali”,la Quercia, l’Ulivo (Prodi), il cartello con  la Margherita, fino al Partito Democratico (da l’Unione, 2007, da Veltroni a Zingaretti)).

                           *  *  *

Dopo il ’90, Tangentopoli  e lo sfascio di Democrazia cristiana e PSI, il Partito ora Democratico resta in Italia l’unico di derivazione novecentesca .

Il fronte della Politica perde l’ identità ideologica  propria del sec.XX, quella del Movimento sociale, nazionalista e gerarchico ; PLiberale, il partito degli imprenditori; DC, partito interclassista cattolico; Partito socialista, Partito Comunista, entrambi di derivazione marxista.

Nel contesto di una società arricchita di merci, ma periodicamente percorsa da  crisi,invece sorgono  via via partiti ibridi populisti, la Lega nord (1990), inizialmente autonomista regionale,poi nazionalista-sovranista, partito di piccoli imprenditori e artigiani, ma anche lavoratori piccoli proprietari ;  Forza Italia (1994), partito neo-liberale dell’imprenditore Berlusconi che illude il popolo italiano sulla possibilità  di uno ripresa dello  sviluppo e arricchimento interclassista, fino al M5S (2009)che si pone come movimento rinnovatore delle nuove esigenze di un popolo cambiato  geneticamente, ma non più in tempo di sviluppo, bensì di crisi.

Interessi di attività e proprietà private imprenditoriali , commerciali e finanziarie  si confondono con l’illusionismo spettacolare nelle aspettative e speranze delle persone di ogni ceto; di fronte a questo importante e variegato movimento populista del Capitale, che diventa egemone elettoralmente, dai vari governi  Berlusconi fino al primo governo Conte, il PD rimane consolidato nel gioco politico come alternativa, per quanto  non sostanziale,  dai governi D’Alema ,Prodi , poi   Letta, Gentiloni ,  fino al secondo Conte nell’alleanza con il M5S.

IL PD sembra attestarsi intorno al proprio aggettivo, trovando consenso elettorale sempre importante nella sensibilità sociale moderata , per  i diritti delle donne , dei diseredati , l’antifascismo, l’europeismo ecc. tuttavia sempre di concerto con il mondo imprenditoriale più solido e dominante..

Il limite  interno di sviluppo del Partito   viene ancor più rivelato dagli anni di segretariato di Renzi (2014-16)improntati ad una svolta sempre più liberal ,a parole enfatizzata come rinnovamento ,nei fatti  caratterizzata dalla galoppante presenza  d’interessi imprenditoriali e finanziari di dubbio conio democratico, fino al tentativo di riformare la Costituzione.

Il Partito respinge questa pressoché totale metamorfosi a partito più vicino a Berlusconi  che a Berlinguer , ma dopo la fuoruscita di Renzi si limita ad amministrare la propria meno chiara ultima identità (che significa"democratico" rispetto a "populista", aggettivo che lo sta soppiantando?).

Anche gli intellettuali (quali?) non sembrano offrire idee al PD per un'identità contemporanea in continuità aggiornata con una propria tradizione novecentesca. Intellettuali veri, con idee, e trascinanti non si palesano, solo "critici" o conformisti.

Mentre la destra del PD oltre a Renzi e Italia Viva (legati ai poteri finanziari) esprimeva nel 2020 il gruppuscolo di Calenda (legato  alla Confindustria), alla sinistra ,dopo l’esperienza dello PSIUP, terminata nel lontano’72, vari gruppuscoli parlamentari si sono succeduti, da Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sinistra italiana, fino a LeU , a Potere al Popolo.

Quest’area in Italia negli ultimi anni  non ha raggiunto per consensi popolari  i livelli di simili esperienze internazionali sorte come   volontà di creare un movimento partendo "dal basso", in rottura totale con la logica dominante di un partito politico gerarchizzato , quali  France Insoumise ( 4° Partito con più di 7 milioni di voti alle Presidenziali del 2017), Podemos ( più di 5 Milioni  di voti  nel 2016) ,  ma anche, fuori Europa,  révolution citoyenne del presidente Rafael Correa in Ecuador o la campagna di Bernie Sanders alle primarie degli U.S.2016.

A parte LeU che si può ritenere una costola di sinistra del PD  ( più di 1milione  di voti alle Politiche del ’18, ),gli altri gruppi d’opposizione si attestano ciascuno, chi più chi meno,   sui livelli dell’estrema sinistra francese (Nuovo Partito anticapitalista, Lotta operaia), o dei greci del Fronte della Disobbedienza Realistica Europea (ΜέΡΑ25) di Yannis Varoufakis (meno di 200.000 voti alle Parlamentari del 2019) , per fare qualche esempio che renda l’idea della consistenza elettorale dell’estrema sinistra attuale in Europa..

Con circa 7 milioni di voti (compresi gli alleati quali i gruppi per l’Europa,più il milione circa di LeU) ,il PD è risultato comunque i l secondo partito dopo il M5S (10 milioni e 700 mila preferenze  alle politiche del’18) , davanti alla Lega (5 milioni e 700 mila), tornando al Governo nella fine estate del’19 in alleanza al M5S e al secondo Governo Conte e trovandosi a gestire l’emergenza della pandemia dagli inizi del’20.

                         *  *  *

Nel 2011 a più di due anni dalla crisi economica,il Governo  tecnico di Monti subentrò a quello berlusconiano del Popolo delle Libertà( ex Forza Italia): è di quest’inverno il parallelo che si può stendere rispetto al subentro di Draghi rispetto al secondo Conte cosiddetto giallo-rosso.

Governi tecnici furono quelli di Ciampi, 1993  durante la crisi di Tangentopoli , nel ’95 fu la volta di Dini dopo la frantumazione dell’alleanza  del primo governo di destra (Lega nord Forza Italia Alleanza Nazionale) .

A poche settimane dall’insediamento di Draghi, con il benestare di quasi l’intero asse della Politica italiana, le dimissioni del segretario Zingaretti, pure fra i primi sostenitori del cambio di rotta governativo, esprimono, oltre le ragioni espresse,  l’imbarazzo, se non la vergogna, della comprovata scarsa capacità di un Partito, con esperienza secolare, a reggere il Governo .

Partito immobile ad amministrare il proprio patrimonio di voti, circa sette milioni d’italiani democratici, antifascisti, moderatamente socialisti, sensibili alle richieste femminili e dei diseredati.

Assenti per idee gli intellettuali(quali?), i giovani si esprimono in questi giorni con il movimento delle”sardine”, che pare improntato all’esigenza  di ripartire dal basso avverso alla gerarchia, alla casta interna e, oltre la manifestazione pacifica a Roma, non ha lesinato nella definizione:” il Pd ha un marchio tossico…lasciamo che i morti seppelliscano i loro morti", sollevando gli alti lai della nomenclatura.

Tolto l’elemento della passione rivoluzionaria e dell’antagonismo di principi, dopo il riflusso della Resistenza, i quadri immessi nell’organizzazione del Partito divenuto di Governo sono geneticamente e interamente mutati rispetto a quelli originari, vengono scelti per capacità e disponibilità burocratica, funzionale, che oggi significa tecnico-spettacolare, con quanto di detrimento questo connubio porta con sé.    

Da quando i quadri del Partito sono approdati al governo o amministrazione del Paese, Regioni e Comuni,  i “compagni” hanno cominciato a montare arie di sussiego, di distacco e superiorità, del tutto estranee alle origini, a diventare parte della casta politico-burocratica, ripetendo in versione socialdemocratica in occidente quanto già avvenuto nei regimi a conduzione “comunista”, come URSS e Cina.   

 In attesa di eventi, si potrebbe magari ipotizzare in un’eventuale ripresa del movimento giovanile alternativo del PD, di scorgere una qualche  un parallelità,  in forma moderata e pacifista,  o blanda che dir si voglia,e con connotati di movimento e impatto sociale  certamente differenti, rispetto a  quanto avvenuto sul finire degli anni ’60, con  la formazione di gruppi per lo più giovanili a sinistra  del PCI, cosiddetti extraparlamentari, critici della perduta carica rivoluzionaria da parte del Partito Comunista filosovietico  o eurocomunista che fosse ? I gruppuscoli vennero allora in deciso conflitto con il Partito che in gran parte, secondo la tradizione stalinista ,cercò di disperderli ,con l’accusa di estremismo infantile, opposti estremismi(a significare una possibile convergenza oggettiva con l’ultradestra allora attiva) e con le pratiche della delazione e del fiancheggiamento delle forze dell’ordine di fronte alla violenza delle manifestazioni durante il decennio’68-’78 culminate e infine implose nel lottarmatismo brigatista.

Al momento quello delle sardine è l’unico movimento giovanile politico che si sta manifestando nell’area  democratica. Altri giovani producono sprazzi di contestazione nella destra dello scontento  che accampa intorno alla ripresa  delle varie  crisi, poi  vi è una quantità di giovani che non hanno mente o  tempo per l’ingaggio politico , perché tutti concentrati a crearsi un futuro occupazionale, chi a preoccuparsene con vario grado di successo,chi a faticarlo  o  a temerne l’assenza; o perché intenti  al passatempo  e all’edonismo di questa epoca, a carico dei famigliari. Non dimentichiamo i giovani, o meno giovani, che conducono esperienze di differenza in autonomia ai margini del sistema, e che si possono definire, proprio per questo,in un senso autonomi, in un altro marginali, quando non emarginati. Per quanto, specie in questo momento più ancora che in altro tempo, forse sarebbe proprio auspicabile essere emarginati da questo Sistema, per propria attività differente. Ma penso sia parlare d'utopia, sperare di poter essere fuori dal Capitale se non in forma molto parziale o con conseguenza di deliranza, miseria ecc..

Riguardo alle sardine, non ci facciamo illusioni su questo movimento giovanile, d’altra parte dobbiamo constatarne la dialettica necessaria, per quanto blanda o disperata  possa essere.

Ci sono le forze che ci sono, fra meno giovani e giovani, e la pandemia non sta certo contribuendo ad alimentarle.