domenica 8 gennaio 2017

NATO contro NATO?

NATO contro la NATO? Turchia denuncia il ruolo US nel sostenere ISIS-Daesh in Siria

La nota introduttiva di Michel Chossudovsky

Con Salman Rafi Sheikh
Global Research, 5 gen 2017
New Eastern Outlook 5 gennaio 2017
Regione: Medio Oriente e Nord Africa, Stati Uniti
Tema: Intelligenza, Terrorismo, Stati Uniti NATO agenda di guerra
In profondità Report: SIRIA: LA PROSSIMA GUERRA NATO?

Sia gli Stati Uniti e la Turchia hanno sostenuto  ISIS-Daesh. E ora si accusano l'un l'altro.

Fin dall'inizio il reclutamento, la formazione e il finanziamento dei terroristi fu un'operazione congiunta USA-NATO-Turchia. Secondo l'intelligence israeliana (Debka, August14, 2011): 
il quartier generale della NATO a Bruxelles e il comando turco hanno elaborato  piani per il loro primo passo militare in Siria, che fu quello di armare i ribelli con armi per la lotta , carri armati e gli elicotteri conquistandosi  il monopolio  del dissenso contro il regime di Assad. ... Strateghi della NATO hanno offerto grandi quantità di anti-carro e anti-aria razzi, mortai e mitragliatrici pesanti nei centri di protesta per battere il governo. (DEBKAfile, NATO per dare armi ribelli anti-carro, il 14 agosto 2011)

Questa iniziativa, che è stata sostenuta anche da Arabia Saudita e Qatar, ha coinvolto un processo di reclutamento organizzato di migliaia di jihadisti "combattenti per la libertà", che ricorda l'arruolamento dei Mujahideen al jihad della CIA (guerra santa) nel periodo d'oro del sovietico guerra in Afghanistan:

Da Bruxelles e Ankara, fu  una campagna per arruolare migliaia di volontari musulmani nei paesi del Medio Oriente e del mondo musulmano a combattere a fianco dei ribelli siriani. L'esercito turco avrebbe ospitato questi volontari, addestrati e garantire il loro passaggio in Siria. (Ibid)

Questi mercenari sono stati successivamente integrati da  Stati Uniti e alleati in  organizzazioni terroristiche sponsorizzati tra cui Al Nusrah e ISIS.

Michel Chossudovsky, Global Research, 5 Gennaio 2016

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Anche se può sembrare eccessivo da dire al momento   che la NATO, data la gravità della situazione innescata dalla politica estera nebulosa del presidente uscente degli Stati Uniti,si  stia disintegrando, ciò che sta accadendo è che l'alleanza militare occidentale sta affrontando un inedita crisi. Questa crisi è certamente insolita e drammatica come ogni tragedia di Shakespeare. Più di una forte alleanza militare, la NATO appare la peggiore e si presenta come una casa divisa contro se stessa. Questo  è apparso chiaro quando la Turchia, la seconda più grande potenza militare nell'alleanza occidentale, di punto in bianco ha accusato l'amministrazione Obama di sostenere di  nascosto ISIS e altri gruppi  del terrore, che si ostinano a distruggere l'Iraq e la Siria e sono ora rischio di colpire anche la Turchia.

Il presidente turco Recep Erdogan ha affermato mercoledì dello scorso 28 dicembre che la Turchia è in possesso di "confermato prove, con immagini, foto e video" del sostegno degli Stati Uniti 'all' ISIS.

Mentre Erdogan aveva in precedenza criticato aspramente gli Stati Uniti per il sostegno Gulen, il nemico numero di Erdogan uno e un potenziale terrorista secondo i funzionari turchi, questa volta è passato  al livello successivo e ha accusato gli Stati Uniti, per la prima volta in assoluto, per il continuo supporto a  Daesh e curdi .

Sappiamo già che gli Stati Uniti stanno  ufficialmente sostenendo alcuni «gruppi moderati" in Siria e che questo sostegno ha contribuito direttamente alla intensificazione del conflitto in Siria. Quello che sappiamo ora è il sostegno fornito dagli Stati Uniti ai gruppi terroristici più devastanti che il mondo abbia mai visto.

Il gen. Michael Flynn, ex capo della Defense Intelligence Agency degli Stati Uniti (e la National Security Advisor designato nell'amministrazione Trump), aveva  affermato l'anno scorso in un'intervista televisiva che l'aumento della IS è stata una "decisione volontaria" da parte di Obama a sostegno della sua agenda per rovesciare il presidente siriano Bashar al-Assad.

Il supporto, come tale, esiste. È un dato di fatto, la recentemente annunciata abolizione delle restrizioni alla fornitura di armi pesanti per questi cosiddetti moderati è ancora un altro prova inconfutabile del supporto che gli Stati Uniti continuano a fornire a questi gruppi che minacciano direttamente la vita di coloro che combattono Daesh e le altre reti terroristiche.

Appena un giorno prima che Erdogan criticasse aspramente il ruolo degli Stati Uniti, Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo , ha detto che il cambiamento di politica - di cui il disegno di legge annuale di politica di difesa è stato firmato dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama il 23 dicembre - porterebbe a armi che finiscono "nelle mani di jihadisti con i quali la fintamente  'moderata' opposizione ha a lungo agito congiuntamente".

"Tale decisione è una minaccia diretta per la forza aerea russa, ed  altro personale militare russo, e per la nostra ambasciata in Siria, che è finito nel mirino più di una volta. Non possiamo  quindi che  visualizzare il passo come ostile ", ha detto Zakharova nella dichiarazione.


In questo contesto, la sterzata  della Turchia contro gli Stati Uniti è un riflesso della crescente situazione di Polizia duale.

venerdì 6 gennaio 2017

L'occidente più lontano dal male

Buon anno dunque!
Dalle passeggiate sulla costa algarvia ,ora  a Siviglia, Andalusia. Temperatura a18°,"la primavera va a passare l'inverno in Algarve", e lungo i giardini del Guadalquivir al pomeriggio il tepore è irraggiante .. dalle 17 strade del centro affollatissime., code, file ai ristoranti, a conoscere quelli giusti si esce sempre appagati in ogni senso---Riflessioni. La Spagna, grande potenza dell'Età Moderna, neutrale nelle guerre del XX sec. ..uscita dal clerico-falangismo solo ad anni'70 inoltrati...Non c' è Troika finanziaria europea, che abbia potuto imporre le restrizioni poste a nazioni come la Grecia, o anche all' Italia...in Spagna si continua a proteggere il consumo, come in Francia nel '50, o da noi nel'60.....morale:la politica deve fare i conti con la finanza, ma la finanza non può fare i conti senza la Storia..questo finis terrae occidentale, patria dei grandi Imperi dell'età moderna, rimane comunque un pò appartato e anche un pò patria moresca oltrechè sefardita ...la strategia del Terrore ,qual essa sia, sembra mirare, con una sua logica,  ai centri nevralgici del Potere europeo..non è un pensiero di consolazione,ma una constatazione 







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lunedì 5 dicembre 2016

Per un'Europa dei popoli, democratica, non l'Europa della dittatura della Finanza

Mettiamo insieme i l dato italiano e quello austriaco :sì ad un ‘Europa dei popoli, no all’Europa delle Banche.In Italia la maggioranza del no ha come lettura la negazione di un Partito, di un premier da poteri sempre più ampi. Quello che vorrebbe il potere finanziario, per poter più sbrigativamente imporre "riforme" restrittive della volontà  e interessi popolari.. 
D'altra parte,, non esiste una coalizione al di fuori del contesto referendario. Alle prossime elezioni il M5S potrebbe avere il maggior numero di preferenze, la maggioranza relativa, ma con chi potrebbe formare un Governo? Ecco allora la lezione austriaca :deve sorgere dai corpi di Pd e M5S un Partito espressione del movimento, informale, che s’ispiri  ad un socialismo pragmatico, moderato e progressista, sì per l’Europa, ma per un’Europa dei valori di civiltà , basta con la dittatura della troika economica.

sabato 26 novembre 2016

Hasta siempre, Comandante!

L’esperienza di Cuba ha avuto la qualità di seguire quella delle due più importanti trasformazioni del’900, in Russia e Cina. Poco più di 11 M di abitanti ,oggi, in un contesto sociale ben differente dalle altre isole caraibiche, più sviluppato,
come Josè Martì fu i l simbolo dell’indipendenza dalla Spagna, Castro lo fu rispetto agli U.S.A..
Il governo castrista avrebbe potuto situare il suo programma in una “terza via”, se dovette dipendere dall’URSS fu in forza della necessità di contare su un potente alleato, questo fu uno dei fattori,coniugato alla capacità del governo castrista , che permise all’isola di resistere ai piani della Cia che finirono per sopraffare altre esperienze sociali latino americane.
Questo pragmatismo è stato i l successo di Fidel; di quanto necessariamente un potere umano comporta di oppressivo, di paranoico, non lo assolviamo né lo incolpiamo. Non credo esistano mai veramente né santi né eroi, Fidel passa alla storia sulla scia di Garibaldi, Lenin, non è stato un martire come El Che , quindi piacque meno ai “devoti”, la sua sagacia ispira tutte le esperienze latinoamericane via via più indipendenti dall’Usa fra la fine del secolo scorso e l’inizio dell’attuale. Purtroppo, sale al potere un Trump, e finisce Fidel-Hasta siempre, Comandante!

domenica 13 novembre 2016

Quale America, quale Mondo?

Per certi versi,sembra così realizzata, 12 anni dopo, la previsione del professore Samuel Huntington: «Le forze che stanno scuotendo il centro della cultura americana e del suo credo potrebbero generare un movimento bianco per rilanciare l’identità etnica e razziale, temi che sembravano obsoleti. Si creerebbe così un’America, che potrebbe escludere, espellere o reprimere altri gruppi razziali, etnici e culturali. L’esperienza storica contemporanea – concludeva il conservatore Huntington - suggerisce che è molto probabile che quando un gruppo etnico-razziale, già dominante si sente minacciato dall’ascesa di altri gruppi reagisca, generando un paese intollerante, con alti livelli di scontro fra le comunità». (da La Stampa, 10/11/16)
Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale è un libro del 1996 (esponente la teoria omonima) dello scienziato politico statunitense Samuel P. Huntington. In sintesi nel suo saggio Huntington sostiene che la principale fonte di conflitti nel mondo post-Guerra fredda diverranno le identità culturali e religiose

Tuttavia, il risultato delle votazioni è stato molto risicato. In effetti in voti assoluti ha vinto Hillary è solo nel conteggio dei grandi elettori che formano il “collegio elettorale” che Trump l’ha battuta. Come ricordato oggi da un editorialista del Wall Street Journal  quello di Trump è tutt’altro che un trionfo: ha avuto meno voti di Mitt Romney nel 2012. Il sistema elettorale americano si presta a queste distorsioni, anche nel 2000 in voti assoluti arrivò primo Al Gore.  Data la natura del sistema elettorale americano, piccoli spostamenti di elettori in Stati-chiave o variazioni nell'affluenza si traducono in alternanze brutali. 
Un autore di destra, su un giornale che ha sempre parteggiato per i repubblicani,  oggi si rivolge a Trump in questi termini: "Tu e la tua squadra vi meritate un riconoscimento per aver strappato una vittoria nel collegio elettorale (così viene chiamato il sistema dei "grandi elettori" ndr). Ma hai perso nel voto popolare. Hai avuto meno voti di quanti ne ebbe Mitt Romney nel 2012. Hai superato a stento i voti che ebbe John McCain nel 2008 nella sua tremenda disfatta. Perché il tuo mandato non caschi a pezzi al primo scandalo o al riapparire dei fantasmi del tuo passato, devi guadagnartelo con un successo sul fronte economico..." E’ verosimile che l’Fbi sia stato il vero arbitro di questa elezione-shock. E’ possibile che in alcuni Stati chiave le mosse spregiudicate e controverse dell’Fbi abbiano spostato voti all’ultimo, in una situazione in cui la percentuale di indecisi era eccezionalmente elevata. Ma non lo sapremo mai, e i rimpianti di Hillary Clinton ormai interessano poco un partito democratico che deve preparare rivincite con nuovi volti e una nuova generazione di leader.Ma non bisogna trarne la conclusione che l'America sia  "irriconoscibile" rispetto a quella che elesse Obama  (F.Rampini da Repubblica 13 /11/16))


foto:Aerial view of Mar-a-Lago, the estate of Donald Trump, in Palm Beach, Fla.  -   America's slums

domenica 6 novembre 2016

Tesi sulle origini e i motivi del terrorismo: fattori religiosi e fattori psico-sociologici

Da  REPUBBLICA  05/11/2016, a pag. 9, si analizzano le differenti tesi in dibattito soprattutto in Francia, il paese più colpito negli anni recenti dal terrorismo di estremisti  maghrebini e mediorientali.
Si discute se le cause vadano ricercate più in un fanatismo che si sviluppa al'interno di elementi connaturati ai caposaldi della religione islamica ( che nei paesi dove storicamente viene praticata non ha conosciuto i correttivi dell'illuminismo, del liberalismo, che hanno mitigato l'oltranzismo cristiano) o in  fattori psicosociologici, quali la marginalità, la povertà , la mancanza di scolarizzazione ecc.
Ci pare di osservare come queste tesi completino,più che dividere,un'analisi, che i fattori variamente elencati concorrano insieme al radicalizzarsi e diffondersi dei fenomeni  conflittuali e distruttivi aumentati negli ultimi decenni.In somma, la violenza che viene dal Medio-oriente e che trova linfa nella mancata integrazione  nelle società occcidentali.
D.V.

Una parte della sinistra francese tenta di occultare il legame tra jihadismo e Islam in nome di valori antichi come l’antirazzismo e il relativismo culturale. È la pesante accusa che fa Gilles Kepel nel suo nuovo saggio pubblicato da Gallimard, “La Fracture”. Il noto orientalista, direttore della cattedra di Medio Oriente e Mediterraneo all’École Normale Supérieure, paventa una “frattura” sempre più profonda nella società francese tra un «nuovo proletariato di figli di immigrati manipolati contro le classi medie».
Ma non solo. Il rischio, secondo Kepel, è «procedere bendati», con una «cecità criminale» nella nuova battaglia contro il terrorismo perché certa sinistra tenterebbe di «minimizzare » la matrice islamica del jihadismo, non volendo riconoscere che esiste un problema dentro alla religione. In nome di valori di sinistra, come l’antirazzismo, Kepel sostiene che molti intellettuali e dirigenti politici tentano di occultare il fanatismo che si sta sviluppando nel mondo islamico, mettendo la testa sotto la terra con la «strategia dello struzzo».
Sono quelli che Kepel definisce «islamo-gauchistes», un’accusa che ricorda i “fiancheggiatori” negli anni del terrorismo rosso. Le contraddizioni rilevate da Kepel sono tante, da François Hollande che a lungo non ha voluto parlare di «terrorismo islamico » ai partiti di estrema sinistra che candidano donne con il velo. Un atteggiamento — continua Kepel — che scaturirebbe dalla storia coloniale della Francia e dal senso di colpa ereditato nei confronti delle popolazioni immigrate due o tre generazioni fa. Un meccanismo «perverso » — continua lo studioso — che impedisce di affrontare «la sfida mortale del jihadismo nel nostro paese».
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La copertina
L’allarme di Kepel è stato ripreso in copertina dell’Obs, storico settimanale della sinistra, alimentando un dibattito che va avanti da mesi. Anche il giornalista di Le Monde, Jean Birenbaum, aveva denunciato nel gennaio scorso il «silenzio religioso» (titolo del suo saggio) di certa sinistra francese. Birenbaum mette in luce contraddizioni nella teoria marxista sulle religioni come “oppio del popolo”, mentre il comunismo “è a sua volta una Chiesa”. Il saggista ricorda anche i casi di intellettuali di sinistra che hanno appoggiato rivolte popolari strumentalizzate dalla religione, dalla rivoluzione in Iran alla guerra di liberazione in Algeria. Mentre la destra non ha tabù sul tema, la sinistra è ancora divisa sul riconoscere o meno una matrice religiosa del terrorismo che ha colpito il paese nell’ultimo anno e mezzo. 

Differente  il punto di vista espresso da Olivier Roy, specialista dell’Islam politico e professore all’Istituto universitario di Fiesole,  che spiega il jihadismo con ragioni sociologiche — la povertà, la segregazione — e psichiatriche nei casi dei giovani più fragili e vulnerabili  in un nuovo saggio, “La Djihad et la mort”, nel quale sostiene che i giovani jihadisti esprimono prima di tutto una forma di dissidenza sociale, un nichilismo folle e violento che ha poco a che vedere con moschee e religione. È quella che Roy chiama «l’islamizzazione della radicalità»: l’ideologia dell’Isis non farebbe altro che «nobilitare» comportamenti di «sbandati», marginali che possono riciclarsi in martiri. Una tesi agli antipodi di quella di Kepel, che mette invece al primo posto la “radicalizzazione dell’Islam”. I due studiosi francesi continueranno ad affrontarsi in interviste e in libreria, rappresentando opposte fazioni.

venerdì 4 novembre 2016

Salonicco

Il viaggio dopo tre anni ha mostrato una città più pulita, dopo che nel '14 è stata capitale europea della Gioventù- Le temperature erano molto simili a qui, con il beneficio di un'aria più secca per il mare. La domenica si è potuto accedere a quello che forse è la più insigne basilica ortodossa di Grecia, Agios Dimitrios, la funzione è stata solenne, lunga come lo sono alcune,moltissima la gente. La bellezza di Agios Dimitrios sta nelle balconate ,dall'alto si assiste alla celebrazione, molto ricchi i paramenti e le icone, affreschi antichi. Un altro monumento molto bello è la Rotonda, palazzo imperiale romano, poi tempio bizantino , con mosaici , ricorda Ravenna. Al ritorno,in questi ultimi giorni il clima di primo novembre è bello anche qui in Piemonte-Saluti da Thessaloniki!