La" terra buona" ...una storia del nostro nord-ovest alpino, fra realtà e religione, materialità e spiritualità, fiaba in cui i buoni creano e i malvagi distruggono, com'è nella vita, come ci ricordava un altro film alpino"Il vento fa il suo giro",il cui vero protagonista fu sulle alpi occitane come sulle nostre lepontine.....commuovono la fragilità assoluta della giovane vita, i riti che evocano sentimenti di autentica purezza e fraternità...la durezza e la bellezza dell'ambiente, le librerie d'altura, come quella di padre Sergio in Val Maira, così quella dei nostri giovani a Spalavera, sotto lo Zeda...l'eremita di Velina, magica presenza che s'aggirava per i sentieri bassi ..bravo il regista albese Emanuele Caruso,un altro nesso con gli amici artisti Paolo Tibaldi e Mauro Carrero, Maria Grazia Pia e Dodo Borra..
giovedì 8 marzo 2018
lunedì 5 marzo 2018
Il giorno dopo le elezioni
Ricevo questa lettera a proposito dell'articolo "Il voto di oggi e l'Agenda di domani",scritto da Sergio Fabbrini su Il sole 24 ore, domenica 4 marzo 2018
Egregio Fabbrini buonasera,
Egregio Fabbrini buonasera,
ho letto il suo editoriale sul Il sole 24 ore di domenica, oggi è un altro giorno, quello delle elezioni avvenute e dei risultati acquisiti.
Ho avuto in famiglia fondatori e militanti del PSI ,dalle origini di fine Ottocento alla fine degli anni'60, poi PSIUP....ieri ho votato "Insieme" informato del fatto che il M5S e la Destra sarebbero state il Partito e la Coalizione con più preferenze. Ho personalmente interesse che non avvengano avventurismi politici, ho ben presente il peso che s'abbattè su risparmi e prezzi nel passaggio dalla lira all'euro, e non mi auguro un processo alla rovescia di cui non nutro alcun ottimismo.
Tuttavia la realtà ci mostra un'Italia in cui, nella maggioranza dei votanti, circa i 3/4 della popolazione, c'è un orientamento al Nord perchè si collochi secondo la propria produttività come una sorta di Svizzera o per lo meno Austria, un Sud che dopo san Gennaro e San Silvio invoca il santo di turno, Luigino, data l'endemica incapacità interna di migliorare condizioni inalterate o poco più dall'Unità.
Detto questo, leggendo le sue righe, come magari differentemente quelle di Scalfari e altri, al programma europeista progressista avanzato, vien da rispondere:"Ma quando e da chi?" Perchè questa è la domanda: quando e chi potrebbe ridurre il disavanzo fra Sud e Nord in cui sta il quid della crisi dello Stato italiano all'interno dell'Europa? Quando, visto che da dieci anni i politici della destra forzista o del divenuto centro-centro-sinistra avanzano la possibilità di un passo avanti per poi rilevarlo indietro e così via? a quanto sarebbe giunto il risanamento del guasto berlusconiano,da Monti a Gentiloni ? quanto è stato smascherato Renzi e dove ha condotto il Partito,per es.nel campo dell'Istruzione, dove dopo aver fatto opposizione ai ministeri Moratti e Gelmini, i divenuti ministeri Giannini e Fedeli hanno realizzato una riforma ancor più estrema nell'asservire la Scuola ai dettati capitalistici, alla logica dei risparmi e dei tagli, che dichiarati come tali in Portogallo, e Spagna ,Grecia, venivano invece da noi gabellati da Renzi &co. con la presa in giro del termine"Buona scuola"? e gli scoperti interessi famigliari bancari di questo gruppo dirigente, Renzi, Boschi, pur anche oggi conservatisi in seggio da un funzionale clientelarismo ?
Ecco,la fine dei prim i regim i del secolo, è questo cui assistiamo, Temiamo che il nuovo sia peggio del precedente, e c'è da auguarsi che in sostanza cambi ben poco, come nell'ammnistrazione dell'Appendino o della Raggi(subissata di critiche semplicemente sulla scia dei precedenti sindaci di destra o centrosinistra) o dei vari sindaci e amministratori veneti , padani o alpini ...Che siano però altri a governare, francamente non mi affligge rispetto ai Berlusconi e ai Renzi, dove dal mio punto di vista neoconservatore mi potevano creare certo meno preoccupazioni i Letta o Gentiloni...cordialmente, Romeo
domenica 25 febbraio 2018
Durer a Milano
Il viaggio di Durer nel Rinascimento parte nel 1494 dalle città di Augusta, Norimberga, Ratisbona e giunge a Venezia, Milano e altre città “padane e porta ad un confronto degli artisti tedeschi e italiani suoi contemporanei, modello d’interpretazioni per una nuova idea di Rinascimento.
La figura di Dürer rappresenta l’artista all’interno di un’Europa interregionale. L’esposizione è una sfilata di tele, stampe grafiche e disegni, affiancata da alcuni lavori significativi di artisti tedeschi suoi contemporanei come Lucas Cranach, Albrecht Altdorfer, Hans Baldung Grien …da un lato, e dall’altro di grandi pittori, disegnatori e artisti grafici italiani fra Milano e Venezia, come Giorgione, Andrea Mantegna, Tiziano, Leonardo da Vinci, Giovanni Bellini, Jacopo de’Barbari, Lorenzo Lotto.
Tornò in Italia dieci anni dopo,nel 1505 , ancora a Venezia, dopo il suo pieno successo in patria nel 1520 viaggiò fino ad Anversa, approfondendo la conoscenza dei fiamminghi.
sabato 17 febbraio 2018
18 febbraio, da Fenoglio a De Andrè
18 febbraio 1940 , nasce a Genova Fabrizio De Andrè;
18 febbraio 1963, muore a Torino Beppe Fenoglio (nato nel '22)..
un giorno fatidico per due cantastorie del nostro nord-occidente, fra Liguria e Piemonte...Molto divulgate le celebrazioni per il musicista genovese , ricordano lo scrittore di Alba, fra gli altri, gli scrittori Giacomo Verri,sul suo blog (Genesi di "Un giorno di fuoco"); e Giorgio Vasta , lezione su Giuseppe Fenoglio Ciclo "Scrittori raccontano scrittori">24 febbraio 2018 alle ore 11:00 Luogo: Firenze, Palazzo Strozzi, Sala Ferri
Una curiosità:l'attore Luca Marinelli è stato inteprete del partigiano Milton nel film "Una questione privata"dei fratelli Taviani e di "Fabrizio De Andrè ,principe libero"
18 febbraio 1963, muore a Torino Beppe Fenoglio (nato nel '22)..
un giorno fatidico per due cantastorie del nostro nord-occidente, fra Liguria e Piemonte...Molto divulgate le celebrazioni per il musicista genovese , ricordano lo scrittore di Alba, fra gli altri, gli scrittori Giacomo Verri,sul suo blog (Genesi di "Un giorno di fuoco"); e Giorgio Vasta , lezione su Giuseppe Fenoglio Ciclo "Scrittori raccontano scrittori">24 febbraio 2018 alle ore 11:00 Luogo: Firenze, Palazzo Strozzi, Sala Ferri
Una curiosità:l'attore Luca Marinelli è stato inteprete del partigiano Milton nel film "Una questione privata"dei fratelli Taviani e di "Fabrizio De Andrè ,principe libero"
giovedì 15 febbraio 2018
mercoledì 10 gennaio 2018
La morte di Mario Perniola
E'morto ieri Mario Perniola ,un'intelligenza preziosa che ci lascia ,in quest'Italia così carente...tristezza, malinconia, per un tempo che viene meno...Del terrorismo come una delle belle arti (2016) mi ha fatto compagnia, durante il primo anno di solitudine da pensionato, lungo il Vergante...lui stesso, M.P.,, mi aveva poi annunciato l'uscita dell' Estetica italiana contemporanea,che sto ancora leggendo...dopo Giorgio Cesarano, Guy Debord,Gianni Collu,un altro maestro che ci lascia...Un uomo raro, mite, di una modestia rara, distintivo di un'intellettualità sana e coerente.
Mario Perniola, nato ad Asti nel'41,scomparso ieri a 75 anni, stava progettando un libro dedicato agli scenari politici della Francia di oggi: lo aveva affascinato la figura di Macron. Questo lavoro sarebbe stato l’ulteriore tassello di un complesso e mobile sistema teorico, segnato dalla continua oscillazione tra eccentricità e metodo. Formatosi all’Università di Torino, allievo di Luigi Pareyson, docente di Estetica nell’Università di Roma Tor Vergata, visiting professor in molti atenei internazionali ampiamente tradotto, Perniola ha elaborato una filosofia della contemporaneità aperta e problematica. Lungi dal farsi ingabbiare dentro griglie rigide, negli anni si è misurato con molte tematiche e con discipline non contigue (letteratura, arte, sociologia, comunicazione), praticando una programmatica perdita del centro. Ha ripercorso territori storicamente consolidati (surrealismo, dadaismo, situazionismo) ma anche geografie poco esplorate (cyberpunk, posthuman, perversione sessuale, «arte espansa»), ricorrendo spesso a categorie critiche originali (sensologia, artistizzazione), sorretto da una visione diffusa e inglobante del reale, pensato come totalità all’interno della quale le tradizionali suddivisioni tra filosofia, arte e vita si dissolvono.
Questa varietà di interessi è tenuta insieme dall’approccio di Perniola. Che, riprendendo suggestioni da Bataille, Klossowski e Baudrillard, ha rivolto uno sguardo laterale ai diversi ambiti di cui si è occupato. Lo dimostra già il suo libro giovanile L’alienazione artistica, dove l’arte è interpretata non come una manifestazione piena e risolta della creatività umana ma, appunto, come sua alienazione. Pensatore radicale e imprevedibile, Perniola ha offerto spesso chiavi di lettura inattese per accostarsi ad alcuni tra i più decisivi problemi culturali, artistici, antropologici e politici della nostra epoca. La sua sfida, affidata a libri editi per lo più da Einaudi e da Mimesis, però, è consistita sempre nel provare a suggerire la dimensione perturbante — il «negativo» — dei fenomeni analizzati, assegnando un ruolo centrale al confronto diretto con le poetiche e con le opere. In questo orizzonte vanno gli studi sull’arte (Enigmi, 1990; Il Sex appeal dell’inorganico, 1994; L’arte e la sua ombra, 2000; L’arte espansa, 2015); ma anche le riflessioni sui media e sulla comunicazione (La società dei simulacri, 1980; Contro la comunicazione, 2004; e Miracoli e traumi della comunicazione, 2009); e i contributi filosofici (L’alienazione artistica, 1971; Bataille e il negativo, 1977; Transiti, 1985; Del sentire, 1991; Del sentire cattolico, 2001). Senza dimenticare i volumi di sintesi (L’estetica contemporanea, 2011; ed Estetica italiana contemporanea, 2017).
All’attività teoretica Perniola ha affiancato una forte tensione militante. Come emerge dal dialogo con l’Internazionale Situazionista di Guy Debord (I situazionisti, 1971); dalle investigazioni sui rapporti tra potere e cultura (Berlusconi o il ’68 realizzato, 2011); dalla direzione di riviste interdisciplinari («Ágalma», fondata nel 2000); dalla collaborazione a periodici e giornali; e dalla partecipazione alle contestazioni del Maggio parigino del ’68. Da segnalare, infine, le sue scritture letterarie: il romanzo Tiresia (1968) e i racconti Del terrorismo come una delle belle arti (2016). Quasi l’inizio e l’epilogo dell’itinerario intellettuale di questo filosofo irregolare. Che aveva aperto L’alienazione artistica con una dedica: «Alla memoria di mio zio (...), che visse coscientemente il tempo della separazione e dell’impotenza». In quelle parole è già racchiuso il destino di Mario Perniola. Che ha scelto consapevolmente di abitare «il tempo della separazione e dell’impotenza»
Corriere della sera-cultura
lunedì 8 gennaio 2018
L'anno nuovo
(foto:Alba del'18 in Algarve-i poeti Pessoa-Leopardi)
Come ogni anno nuovo,il pensiero va a
| DIALOGO di un VENDITORE d’ALMANACCHI e di un PASSEGGERE |
Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo? Venditore. Si signore. Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo? Venditore. Oh illustrissimo si, certo. Passeggere. Come quest'anno passato? Venditore. Più più assai. Passeggere. Come quello di là? Venditore. Più più, illustrissimo. Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi? Venditore. Signor no, non mi piacerebbe. Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi? Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo. Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo? Venditore. Io? non saprei. Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice? Venditore. No in verità, illustrissimo. Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero? Venditore. Cotesto si sa. Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste? Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse. Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati? Venditore. Cotesto non vorrei. Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro? Venditore. Lo credo cotesto. Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo? Venditore. Signor no davvero, non tornerei. Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque? Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti. Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo? Venditore. Appunto. Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero? Venditore. Speriamo. Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete. Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi. Passeggere. Ecco trenta soldi. Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.
..e da Leopardi, al poeta nazionale Pessoa La vita è quel che decidiamo di farne. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma quello che siamo.
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