giovedì 22 febbraio 2024

Storia e jungla

 

Sui motivi per cui nel nuovo secolo si è progressivamente pervenuti al conflitto Russia-Ucraina, si è disquisito credo in modo oggettivamente completo.

Territori mezzo secolo prima affidati alla repubblica ucraina dall’URSS, la distanza via via presa da Kiev rispetto a Mosca dopo la disintegrazione dell’Unione, con la formazione di governi filooccidentali , l’espansione-adesione alla Nato dei paesi ex satelliti sovietici , la riannessione della Crimea e l’irrisolta posizione nel Donbass :tutti fattori a sostegno di una tesi o dell’altra, per i quali se non si può certo giustificare l’aggressione russa non si può d’altra parte misconoscere la pericolosa connivenza  della politica di contrasto di USA, Ue, Nato.

Ma al di là di cosa sia giusto accada in futuro ai territori del Donbass e al governo di Kiev, il dato estremamente negativo è che il governo russo di Putin rappresenti e impugni i valori  di destra , quelli improntati ai sempiterni pronunciamenti di difesa dei valori della tradizione e della civiltà ortodossa ecc. non importa attraverso  quali metodi vessatori impiegati.

Si è ben coscienti della necessità che certa licenza imperante in occidente venga arginata, ma che ciò possa avvenire per intelligenza democratica all’educazione e non attraverso  i metodi della repressione brutale quali sono esibiti senza ritegno in Russia o Iran, per fare solo due esempi chiari in materia.

Il regime autocratico di Mosca ha ripreso i principi del sistema politico zarista in un  evidente spirito reazionario che ammicca a simili movimenti delle destre europee e americana.

Negli  anni’70 il pericolo URSS in Europa  era visto come quello del comunismo , facciata di liberazione dei lavoratori dal potere del capitalismo che ancora nascondeva, sia pur sempre più parzialmente, l’imperialismo di Breznev ecc. Questo ”comunismo” non era  osteggiato soltanto dalla parte  del capitale, ma anche dall’intelligenza che nello stalinismo e nella guerra di Spagna aveva visto i metodi di una dittatura di altro colore rispetto a quello nero dei fascismi e del nazismo. Ma poi c’era stata la guerra mondiale, l’essenziale contributo sovietico alla sconfitta del nazifascismo, la resistenza eurocomunista.

Oggi la maschera ideologica della sinistra marxista è totalmente rigettata in Russia  per un’ esplicito richiamo al fondamentalismo cristiano ortodosso.

Per dieci anni, dal 1917, sia pur nel caos creatosi dall'implosione del sistema zarista,fermenti rivoluzionari trovarono  terreno fertile in Russia, marxismo leninista e futurismo del fronte di Sinistra delle arti, il LEF,    negli anni immediatamente successivi hanno espresso  la volontà di sostenere l'innovazione e la creatività  nel campo dellìorganizzazione sociale ,ma anche della  letteratura, delle arti figurative, del cinema e del teatro, infine della critica e della libertà d'espressione  nel contesto del nascente Stato socialista, per educare un popolo incolto a valori di progresso..

Con l’affermarsi del regime di Stalin, la reazione contro le libertà di espressione e di pensiero è stata implacabile;  alla morte del dittatore momenti di apertura, dagli anni’50 ai ’90 ,da Kruscev a Gorbaciov sono presto rientrati, sia per motivi di resistenza interni agli apparati politici, militari e religiosi russi, sia per la diffidenza o malafede degli apparati delle potenze americana, della Nato.

E l’attuale è il risultato di un secolo in cui la volontà di pace e  progresso, per decenni conclamata in occidente, sta ora dimostrandosi troppo debole ed effimera , con voci politiche troppo omologate e nessuno che si erga ad indicare in forma perentoria la via della trattativa, dei comuni interessi umani  ad una nuova epoca di distensione.

E la tesi esplicita di Putin sull’Ucraina è quella a malapena sottesa di Netanyahu per Gaza e la Palestina. Ciascuno ferma i libri di storia dove vuole per affermare la propria supremazia.

"Non basta astenersi dagli encomi che tutti prodigano pavidamente ai tiranni, occorre anche ricordare che sta a noi, nella misura delle nostre forze, se non recidere, almeno scalfire ed erodere il crine che ancora trattiene la spada sospesa sul loro capo. Il filo che la sorregge – non dobbiamo stancarci di mostrarlo, se il primo a saperlo è il tiranno – è sottile e solo il consenso e la paura dei molti gli impedisce di spezzarsi. 21 febbraio 2024 Giorgio Agamben "






giovedì 1 giugno 2023

"Rapito" di Marco Bellocchio

 Dopo Moretti e il suo "Sol dell'avvenire", vediamo l'opera di un altro dei registi della nostra generazione, Marco Bellocchio. Il regista piacentino questa volta ha scelto una vicenda reale con sfondo la metà del XIX secolo, il dominio del Papa e l'integralismo cattolico nei territori italiani soggetti fino alla caduta di Roma(1870), con la tolleranza vigilata nei confronti dei gruppi ebraici e della loro religione. Questi rapporti un po' meno rigidi che altrove erano in uso da secoli in alcune parti d'Europa, senza andare troppo indietro , prendiamo ad esempio quelli illustrati da Shakespeare nel "Mercante" nella Repubblica di Venezia, e facevano da contraltare all'oltranzismo come quello della corona spagnola, la cui linea persecutoria avviata sul finire del XV secolo si protrasse fino all'aberrazione politica nazista. Parzialmente tolleranti, erano per altro a loro volta discriminanti, e nella vicenda realmente avvenuta fatta oggetto di letteratura e del film di Bellocchio, si dimostra come le autorità religiose cattoliche potessero agire in nome della fede in Cristo con assoluta spietatezza e disumanità nei confronti delle più naturali attitudini famigliari e affettive. Più facile il lavaggio del cervello e l'indottrinamento nel caso di bambini o giovanissimi, fin contro la propria origine e le proprie famiglie, come avvenuto in altro campo nella storia contemporanea con bambini rapiti e arruolati in Asia e Africa. Il caso di Don Pio Edgardo Mortara ne fu esempio. La regia di Bellocchio pare attenta al reale della vicenda, la sua maestria propone solo qualche scelta iconica forte, come quando il piccolo Edgardo sale sull'altare e toglie i chiodi che imprigionano crudelmente Gesù alla Croce, liberandolo e riscattando così il crimine storico ebraico; o come quando il popolo bolognese in rivolta abbatte la statua del Papa, o in seguito quello romano ne vuole buttare il cadavere nel Tevere, come accaduto nei riguardi dei dittatori nelle rivolte e liberazioni contemporanee, statue di Stalin o Saddam, uccisioni di Mussolini, Ceausescu, Gheddafi... storia, religione, politica...ecce homo.



lunedì 20 febbraio 2023

Un anno di guerra, congetture sulle possibilità di pace

Un anno fa con l’avanzata russa nel Donbass  esplodeva un conflitto,per altro già in atto perlomeno  dal 2014.

Nel’14, in Ucraina era  avvenuta la  svolta governativa antirussa,e da Mosca si procedeva all’annessione della Crimea, considerando ormai vanificata  la distensione fra  i  due Paesi com’era stata cercata  in quell’URSS degli anni’50 in cui Kruscev aveva destinato la penisola sul mar Nero al controllo di Kiev ,in tentativo di definitiva riconciliazione dopo i rapporti non certo positivi del periodo di Stalin.

La crisi ucraino-russa non era per altro risolta,poiché nell’area del Donbass la conflittualità permaneva,e gli accordi di Minsk proposero regole che non vennero rispettate dai due contendenti, non è chiarissimo in qual  misura da parte dell’una o dell’altra.

La crisi e le aggressioni reciproche nel territorio conteso si sono  trascinate per otto anni, fino al deflagrare del febbraio scorso, con l’avanzamento russo in territorio ucraino, e la riproposizione internazionale  di una situazione simile alla guerra di Corea degli anni’50, con coinvolgimento degli U.S. e dell’UE,    allarme diretto dei Paesi confinanti, baltici, Polonia, Moldavia e  forte preoccupazione da parte  degli scandinavi.

Dopo un anno di conflitto,il giudizio e le prospettive sull’esito rimangono incerte. Non mi propongo per l’ analisi di come proceda la guerra, dei suoi orrori, chi ne abbia interesse, chi abbia fatto troppo per inasprirla  o troppo poco  per fermarla ecc. quale possa essere l’esito, ma per altre considerazioni che hanno di mira ipotesi di risoluzioni più ampie.

Se i rapporti fra l’Impero russo e gli Stati occidentali non sono sempre stati pacifici, come dimostrò  la guerra di Crimea della metà del sec.XIX, che resta l’esempio diretto più prossimo all’attuale, è con la rivoluzione bolscevica che venne  a originarsi una divisione sistemica mai colmata e deleteria per le sorti del Continente.

Fin che si trattava d’Imperi e di dinastie regnanti, Romanov, Asburgo, Hoenzollern ecc.poteva esserci guerra, ma all’interno di un simile sistema di dominio era più facile trovare soluzioni.

Bolscevismo russo  e antibolscevismo internazionale  hanno operato di rimando per sostenere una nuova più profonda conflittualità  dal 1917 al 1941, quando poi oggettivamente il bellicismo nazista portò come conseguenza  un’alleanza fra URSS e Occidente, ribadita da operazioni di pacificazione nel dopoguerra , quali il trattato di Yalta, poi negli anni’70 con  l’Ostpolitk di Brandt, Scheel, Kosigin e Gromiko e ancora   vent’anni dopo il periodo  di Gorbaciov e della dissoluzione dell’URSS , e ancora fasi di distensione, già con Putin, agli  inizi del nuovo secolo.

L’opzione bolscevica, derivata da Karl Marx e dall’ipotesi socialista o comunista di realizzazione di condizione di maggiore o totale uguaglianza sociale ecc., intesa come missione di salvazione, procedeva anche, in un certo senso, sia pur sulle  linee  del materialismo storico , dall’eredità dell’impero cristiano bizantino di difesa dell’ortodossia  e della sua oikoumene .

Il culto della  terra russa, il concetto di panslavismo derivavano  tra il secolo X e XI  dalle origini della Rus’di Kiev e successivamente dall’affermazione dello Stato moscovita .

A seguire,l’espansionismo russo era inteso internamente come imperialismo difensivo, nozione già in uso presso l’antica Roma, l’avanzamento della frontiera con l’acquisizione di territori di confine in funzione difensiva e di protezione dello spazio russo. Il  sentimento nazionale russo ha acquisito forme messianiche e universalistiche, che sono state fatte proprie, in una versione rinnovata, anche dal marxismo sovietico.

La presa di potere dei bolscevichi in Russia pareva confermare  le prospettive di sovversione globale diffuse dalle Internazionali marxiste. Nei primi anni del potere leniniano l’obiettivo che il nuovo gruppo dirigente di  Mosca intendeva perseguire era la rivoluzione permanente e diffusa, come un momento decisivo di palingenesi della realtà russa e mondiale. Con Stalin questo progetto oltre che tornare  a ritrarsi sulla difensiva, come anche il patto con Hitler stava a significare, mostrò i terribili limiti di un governo totalitario repressivo di ogni pluralismo anche spirituale, culturale, religioso e ideologico, oltre che economico.

Quanto ciò fosse nel destino della coniugazione dell’ideologia marxista con i tratti sistematici russi, e quanto abbia influito l’ostilità e la bellicosità nei loro  confronti da parte occidentale,  non può avere una misura  certa.

L’aggressione nazifascista all’Europa ebbe come conseguenza lo  scardinamento dell’unità occidentale di avversione all’URSS e portò ad una nuova dimostrazione di potenza della nazione russa. Con il secondo dopoguerra per l’URSS e  con il Trattato di Yalta  si rese possibile la creazione di una fascia di sicurezza alle frontiere occidentali , che passava per la sottomissione dei Paesi dell’est Europa fino a Berlino , sentita   come “un’eredità degli zar russi, che avevano avvertito il libero accesso al Mar Nero al sud e al Mar Baltico al nord indispensabile affinché la Russia potesse affermarsi come la maggiore potenza europea e potesse difendere le sue vulnerabili frontiere” ( Gabriel Gorodetsky).

Fu per altro un  processo totalitario per cui  stati europei, subirono  l'occupazione militare, parziale o totale, delle armate sovietiche . I popoli dei Peasi baltici, di Polonia,Germania est, Cecoslovacchiai, Ungheria, Romania e Bulgaria , come pure nei regimi nazionali in Albania e Jugoslavia  , si videro privare di possibilità di scelte, delle libere associazioni, dei partiti politici, delle Chiese, dei mass-media  indipendenti, una volta imposto il controllo da parte dei comunisti. I Regimi comunisti imposero il  controllo totale della vita degli individui, e la coercizione fu il mezzo praticato, tramite l'organizzazione di potenti apparati di polizia per praticare il terrore, il monopolio delle informazioni e l'a pianificazione dell'economia. La dominazione dello Stato prevedeva il bando degli altri partiti politici, delle società private, delle scuole private e delle associazioni giovanili.

Quando sul finire degli anni’80  questo sistema collassò, Gorbaciov ebbe a tentare un compromesso con la NATO che prevedeva una sottintesa cooperazione per mantenere almeno la  neutralità dei Paesi dell’est, che non ebbe però a durare.

Nell’ottica precedentemente descritta si può ritenere con quale preoccupazione da parte russa, una volta oltrepassate le difficoltà della transizione in un rinnovato sistema autoritario, si valutassero la dissoluzione dell’URSS, l’indipendenza dei Paesi dai baltici alla Romania, l’avanzamento della NATO. Finché nel momento in cui anche l’Ucraina si venne a prospettare  come nuova perdita di frontiera, c’è stata la risposta di Putin e quanto successo a seguito.

D’altra parte,in Europa occidentale e negli  USA, nell’ambito dei Paesi orientati  al liberismo economico capitalista, fin dall’ostilità al colpo di stato bolscevico e alla politica sovietica si svilupparono  risposte orientate a ostacolare e far cadere il nuovo regime,ad impedire l’espandersi delle idee e delle pratiche del marxismo-leninismo dove avessero incidenza, verso gli anni’20 in Austria,Ungheria, Germania, Italia, in seguito, dopo il ’36,  in Spagna.

L’anticomunismo divenne principio costante nella politica degli Usa   anche  nel secondo dopoguerra , caratterizzata da una diffusa paura dell'influenza di gruppi comunisti e anarchici  sulla società statunitense e delle loro  possibili infiltrazione spionistiche o politiche. Queste paure originarono investigazioni aggressive e la creazione della CIA (Truman,1946), preposta soprattutto in funzione di spionaggio e controspionaggio  antirusso. Medesimi principi, alternati come detto a politiche di distensione, furono presenti anche in Europa.

La guerra di Corea, quella del Vietnam la rivoluzione di Castro a Cuba,movimenti marxisti-leninisti in  Centro e Sud America,Africa, Asia, e quelli fra anni fra la fine dei ’60 e gli’80 in Francia, Italia, Germania, il ’74-’75 portoghese, la guerra d’Afghanistan, la dissoluzione della Jugoslavia , sono state le tappe del conflitto “freddo”fra i sistemi del  liberismo capitalista e quello sovietico e in generale comunista, fino alla dissoluzione dell’URSS.

Gli strascichi lasciati da quello che si può storicamente ritenere come il secondo crollo della Russia verso la fine degli anni’80,  dopo quello  dell’Impero degli zar, soprattutto con l’avanzamento della NATO, hanno condotto al conflitto attuale.

Ci possono essere stati fraintendimenti internazionali, fattori come la crisi economica, le stime degli effetti della pandemia, che hanno  forzato gli eventi. In occidente il partito della fermezza più rigida  nei confronti della Russia ritiene che “Putin ha avuto l’impressione, sia da Barack Obama sia da Donald Trump che gli Stati Uniti non si curassero più di tanto dell’Ucraina; così come ha avuto anche l’impressione da parte di Angela Merkel che le relazioni economiche della Germania con la Russia fossero molto più importanti dell’Ucraina”. (Anne Elizabeth Applebaum )

Se il presente parla di difficile risoluzione, tuttavia l’esito, benché non appaia prossimo, potrebbe porsi come fattore di una nuova svolta storica.

Credo che le migliori intelligenze, oltre che cercare strade per la risoluzione del conflitto in corso, abbiano necessità di perorare un progetto che attraversi la storia, cercando di oltrepassare soprattutto quella di un secolo che ha visto scavarsi un solco nei rapporti fra occidente e oriente d’Europa, come sopra descritto.

La Russia è stata nei secoli variamente alleata d’inglesi e germanici, prussiani e austriaci, contro Napoleone, di inglesi e americani contro il nazismo, la storia  può cercare di rintracciare le possibilità  presenti in questi frangenti d'intesa , positivi anche se limitati nel loro manifestarsi  dalla contingenza delle ostilità .

La distensione dei rapporti, mai veramente pregiudicata fra Russia e Paesi dell’Europa occidentale, dovrà certamente passare attraverso i confronti con i  paesi dell’area slava, dai baltici e Polonia all’Ucraina, i Paesi di confine, i più scettici, per non dire avversi, sulle possibilità d’intesa con la Russia, e se nel presente una nuova distensione  sembra un miraggio, un’allucinazione ottimistica, non deve venir meno la considerazione per  un futuro magari lontano, ma non improponibile,se ci saranno uomini rappresentativi e movimenti popolari in grado di spingere internazionalmente per una pacificazione .

Al momento si parte dalla realtà di manifestazioni come la  marcia straordinaria tra Perugia e Assisi che si svolgerà la notte tra il 23 e il 24 febbraio per chiedere il cessate e il fuoco e l’avvio di una seria trattativa per arrivare alla pace tra Russia e Ucraina, così molte le manifestazioni in Italia e nel Mondo. Solo in  Europa le iniziative sono numerose: molti gli  appuntamenti in Germania (tra cui Berlino, Francoforte, Amburgo) e Spagna (tra cui Barcellona, Madrid, Siviglia) e Portogallo. Più di 15 gli eventi confermati anche in Francia (compresa Parigi) e mobilitazioni programmate anche a Londra, Bruxelles e Vienna. Manifestazioni anche negli USA, come a metà gennaio a  a New York, nella centrale  Times Square e poi presso il People’s Forum.

L’importanza di questi movimenti non si traduce in una rappresentanza politica adeguata per numero e decisioni  interna ai Parlamenti nazionali ed Europeo,e questa è una dimostrazione del limite delle stesse democrazie, nel cui principio si esprimono i Governi occidentali contro le autocrazie dell’Oriente.

Ovvio che perché questo fermento per la pace portasse a sviluppi più consistenti, dovrebbe originarsi anche in Russia, diffondersi in Oriente,dove la repressione di queste istanze pacifiste  è pressochè totale. Questa enorme contraddizione è radicata nella differenza che diventa ostilità fra sistemi politici, culture  e religioni ecc.

E tuttavia esistono anche esempi positivi,possiamo riferirci a quello del Vietnam , dove dalla fine degli anni’80 , il governo, per quanto definito comunista,  ha avviato una serie di riforme economiche e politiche chiamate Đổi mới, che hanno aperto il Vietnam al libero mercato e all'integrazione nell'economia mondiale con la  Trans Pacific Partership, accordo commerciale multilaterale di libero mercato  che coinvolge una vasta area economica e geopolitica affacciata sul Pacifico, di cui fanno parte dodici Paesi, tra cui anche Giappone,Australia, Canada e Messico.

La differenze di identità, diproporzioni, di peso specifico internazionale ecc. rispetto alla Russia  sono ovviamente notevoli.Può interessare però che in Vietnam esiste da tempo una sorta di pluralismo, almeno religioso ed etico, basato sulla fusione  dei cosiddetti "tre insegnamenti" (Tam Giao):il Confucianesimo, il Buddhismo e il Taoismo.. La maggioranza dei vietnamiti si identifica generalmente come buddista, ma nell'ambito familiare e civico segue il Confucianesimo, la cui etica e pratica sono improntate alla volitività e determinazione che ne  hanno favorito lo sviluppo economico; mentre per ciò che riguarda l'interpretazione della natura e del cosmo segue il Taoismo. E con altri culti nazionali, anche il cattolicesimo è presente per un 10% che  in valore assoluto rappresenta la maggiore comunità asiatica, dopo le Filippine.

Come dire una funzione positiva della religione, a differenza di quanto avviene per i  fondamentalismi dell' Ortodossia e dell'Islam. 

L'altro esempio per prospettare una possibile convivenza interetnica nel Donbass, potrebbe essere quello,per quanto ancora embrionale e  difficoltoso, della regione serbo-kosovara. Similmente al Forum di dialogo nell'area a nord-est di Pristina, gli accordi di Minsk avevano prospettato per  il territorio del Donbass un governo ucraino, ma con rispetto dell'autonomia per l'etnia russa. Evidentemente non c'è stato funzionamento,nel frattempo il controllo di un'importante parte del territorio è passato alle neoproclamate  repubbliche di Donetsk e Lugansk filorusse.

Ma, conclusione scontata, in ogni caso  la strada della tolleranza reciproca  sarebbe l'unica praticabile oltre quella del conflitto continuato.


 

 

 

 

 

domenica 29 gennaio 2023

Invasione e business sanitari

 

Tech 24 weekend  29 gennaio

“Chip, 5G e sensori entrano nel business della salute digitale.

Sensori da inserire nel water….”

C’era un detto popolare per definire una persona insistente” mi viene dietro anche al cesso”!

Ora, al Consumer Electronic Show, avviene che Withings presenti U-scan, un dispositivo da infilare nel water, per analizzare i metaboliti contenuti nell’urina ecc.(dispositivi, applicazioni per smartwatch,minilaboratori portatili per controlli e analisi continue)

C’è chi parla di dittatura sanitaria. Fra gli altri tipi di dittature imperanti nelle democrazie, c’è anche questa?

E'questa la nuova prospettiva di quell'eugenetica che ottant'anni fa ha sperimentato la soppressione di un'intera razza considerata abbietta  e vaneggiato di possibilità di selezione  di una specie superiore?? 

Prospettiva al ribasso:una specie in cui il non malato sarebbe una mosca bianca!

Perché  andando per questa strada, con l'assillo del controllo sanitario, delle analisi quotidiane ecc. avremo anziani e giovani,gente matura e bambini che dovranno essere sempre più sottoposti a cure  ,per l’inevitabili scoperte di patologie ,magari anche solo supposte, e per lo stesso motivo, sempre meno gente che si sentirebbe sana, persone che vivono con il terrore di riscontrare un'analisi  allarmante.. E immaginiamoci l’atmosfera esistenziale, mentale: già provata per due anni con la pandemia!

Con una contraddizione: i limiti crescenti dei sistemi sanitari statali. Allora, a curarsi solo agli abbienti che possono  privatamente,e gli altri a vivere nell’angoscia,o a indebitarsi per cure che poi,in qualche caso daranno certo beneficio, in altri, mah!

Se questo è un uomo..... Klecha&Co: il Vecchio Continente rappresenta il secondo mercato mondiale dopo gli Stati Uniti.Nel  mercato europeo della salute digitale  attesa una crescita vertiginosa: si passerà da 175 miliardi di dollari del 2021 a 1,5 trilioni entro il 2030..A qualcuno tutto ciò giova! e non solo a chi si credeva sano come un pesce e invece scopre che potrebbe ..in futuro..essere a rischio di...ecc. ecc.

Infordata Digital Health Solutions


venerdì 7 ottobre 2022

INFORMAZIONE DEL TERRORISMO, TERRORISMO DELL'INFORMAZIONE


"La paura è la molla del terrorismo"

Raoul Vaneigem

6 ottobre, il bollettino del terrorismo quotidiano oggi recita così, allarme dengue, allarme ragno violino!

Mai come in questi anni l’esercizio dell’informazione batte questo tasto dolente.E'un'informazione terrorizzata, che a sua volta terrorizza.

Non basta l’incubo della bomba  nucleare, dopo che nel febbraio ’20 iniziò la pandemia, e nello stesso mese di quest’anno l’ invasione russa dell’Ucraina.

Per non dire poi degli apocalittici climatici, mentre per altro  un’oscura notizia informa che è dagli inizi dell’Ottocento che si può rilevare l’inizio del cambiamento climatico,sulla scorta dell’osservazione delle date di  migrazione degli uccelli.

A quanto pare, allora l’umanità non aveva fatto ancora dispiego della piena attività macchinistico-industriale, quella dura dell’inquinamento certamente “progredito”fino ad oggi. Allora, come non dubitare che sì, molte attività umane non avran certo portato benessere ambientale, ma forse certe tendenze climatiche non dipendono poi così tanto da noi, che forse è un’ennesima presunzione di molti individui  della nostra  specie,  in negativo o positivo che sia, di decidere un andamento che invece è proprio  soprattutto per  la forza e fenomeni della natura, per leggi che ben sfuggono alla presunzione scientifica , come da Lucrezio a Leopardi ci è stato indicato.

In quanto alle presenti minacce  dell’aggressività in Europa, si tratta di manifestazione che pareva a tali livelli un pò più controllata dal ’45 ad oggi,pur non mancando di episodi come la guerra jugoslava degli anni’90, per citare  il più evidente, per non parlare delle varie forme di guerra, guerriglia e terrorismo che hanno pervaso il Pianeta  dal Medioriente all’America latina.

E’che nel corso dei secoli l’animalità della specie è stata solo moderata dalla riflessione religiosa del  buddhismo , del cristianesimo più pacifico  , del sufismo, dell’induismo gandiano,così come dall’illuminismo o dal socialismo umanista, così come da indoli pacifiche al di là di ogni ideologia..

C’è che l’aggressività animale  si esprime apertamente o in forma larvata in tutti gli uomini( tranne i pochi che con sacrificio di vita personale  e passioni son riusciti a moderare, per la passione ad essere migliori, più in armonia con il tentativo di salvezza), nei rapporti dai famigliari ai  sociali, fino ai politici e ai militari mai soppressi, esplode periodicamente facendo massa  nelle guerre e nelle varie forme di terrore e  violenza che imperversano.

Come detto,non è che negli ultimi  ottant’anni  non vi siano stati tali fenomeni .Però mai nella storia, come  dalla metà degli anni’40 ’ in avanti , in un’Europa prostrata da due grandi guerre, negli USA dove invece  si continuavano i conflitti nell’area asiatica del Pacifico, nel Mondo occidentale, insomma,  si son  manifestate  coscienza e attività pacifista, antimilitarista , contro la violenza fra generi razze ecc.

Stupisce che proprio in questi tempi, le piazze  le strade non siano inondate da flussi di manifestazioni  per la pace, la cui momentanea inutilità pratica riguardo alla bellicosità fra russi e ucraini sostenuti da USA ed Europa ,dovrebbe però essere un segno di ciò che la gente, i giovani, nella loro maggioranza veramente vogliono esprimere.

Un mondo in cui ancora le caste militari, e i politici delegati dalle popolazioni, interessi e speculazioni economiche, decidono unilateralmente di mandare giovani a uccidere e  farsi uccidere, a mettere la popolazione civile nel rischio e nel terrore, impiegando  denaro pubblico per armamenti  ecc. può esser contratta con la risonanza, chiara ,esplicita, maggioritaria , della gente che dice basta, andate voi a farvi la guerra se volete ammazzarvi o mutilarvi ,usate i vostri capitali personali e privati, non statali ,se volete armarvi e distruggervi, e per far questo isolatevi in qualche steppa  o deserto  , non vi sia più permesso devastare boschi praterie e città che appartengono alla specie e prima ancora al Cosmo.!

 

Incubo atomico, chi è più forte nella guerra nucleare