domenica 25 febbraio 2018
Durer a Milano
Il viaggio di Durer nel Rinascimento parte nel 1494 dalle città di Augusta, Norimberga, Ratisbona e giunge a Venezia, Milano e altre città “padane e porta ad un confronto degli artisti tedeschi e italiani suoi contemporanei, modello d’interpretazioni per una nuova idea di Rinascimento.
La figura di Dürer rappresenta l’artista all’interno di un’Europa interregionale. L’esposizione è una sfilata di tele, stampe grafiche e disegni, affiancata da alcuni lavori significativi di artisti tedeschi suoi contemporanei come Lucas Cranach, Albrecht Altdorfer, Hans Baldung Grien …da un lato, e dall’altro di grandi pittori, disegnatori e artisti grafici italiani fra Milano e Venezia, come Giorgione, Andrea Mantegna, Tiziano, Leonardo da Vinci, Giovanni Bellini, Jacopo de’Barbari, Lorenzo Lotto.
Tornò in Italia dieci anni dopo,nel 1505 , ancora a Venezia, dopo il suo pieno successo in patria nel 1520 viaggiò fino ad Anversa, approfondendo la conoscenza dei fiamminghi.
sabato 17 febbraio 2018
18 febbraio, da Fenoglio a De Andrè
18 febbraio 1940 , nasce a Genova Fabrizio De Andrè;
18 febbraio 1963, muore a Torino Beppe Fenoglio (nato nel '22)..
un giorno fatidico per due cantastorie del nostro nord-occidente, fra Liguria e Piemonte...Molto divulgate le celebrazioni per il musicista genovese , ricordano lo scrittore di Alba, fra gli altri, gli scrittori Giacomo Verri,sul suo blog (Genesi di "Un giorno di fuoco"); e Giorgio Vasta , lezione su Giuseppe Fenoglio Ciclo "Scrittori raccontano scrittori">24 febbraio 2018 alle ore 11:00 Luogo: Firenze, Palazzo Strozzi, Sala Ferri
Una curiosità:l'attore Luca Marinelli è stato inteprete del partigiano Milton nel film "Una questione privata"dei fratelli Taviani e di "Fabrizio De Andrè ,principe libero"
18 febbraio 1963, muore a Torino Beppe Fenoglio (nato nel '22)..
un giorno fatidico per due cantastorie del nostro nord-occidente, fra Liguria e Piemonte...Molto divulgate le celebrazioni per il musicista genovese , ricordano lo scrittore di Alba, fra gli altri, gli scrittori Giacomo Verri,sul suo blog (Genesi di "Un giorno di fuoco"); e Giorgio Vasta , lezione su Giuseppe Fenoglio Ciclo "Scrittori raccontano scrittori">24 febbraio 2018 alle ore 11:00 Luogo: Firenze, Palazzo Strozzi, Sala Ferri
Una curiosità:l'attore Luca Marinelli è stato inteprete del partigiano Milton nel film "Una questione privata"dei fratelli Taviani e di "Fabrizio De Andrè ,principe libero"
giovedì 15 febbraio 2018
mercoledì 10 gennaio 2018
La morte di Mario Perniola
E'morto ieri Mario Perniola ,un'intelligenza preziosa che ci lascia ,in quest'Italia così carente...tristezza, malinconia, per un tempo che viene meno...Del terrorismo come una delle belle arti (2016) mi ha fatto compagnia, durante il primo anno di solitudine da pensionato, lungo il Vergante...lui stesso, M.P.,, mi aveva poi annunciato l'uscita dell' Estetica italiana contemporanea,che sto ancora leggendo...dopo Giorgio Cesarano, Guy Debord,Gianni Collu,un altro maestro che ci lascia...Un uomo raro, mite, di una modestia rara, distintivo di un'intellettualità sana e coerente.
Mario Perniola, nato ad Asti nel'41,scomparso ieri a 75 anni, stava progettando un libro dedicato agli scenari politici della Francia di oggi: lo aveva affascinato la figura di Macron. Questo lavoro sarebbe stato l’ulteriore tassello di un complesso e mobile sistema teorico, segnato dalla continua oscillazione tra eccentricità e metodo. Formatosi all’Università di Torino, allievo di Luigi Pareyson, docente di Estetica nell’Università di Roma Tor Vergata, visiting professor in molti atenei internazionali ampiamente tradotto, Perniola ha elaborato una filosofia della contemporaneità aperta e problematica. Lungi dal farsi ingabbiare dentro griglie rigide, negli anni si è misurato con molte tematiche e con discipline non contigue (letteratura, arte, sociologia, comunicazione), praticando una programmatica perdita del centro. Ha ripercorso territori storicamente consolidati (surrealismo, dadaismo, situazionismo) ma anche geografie poco esplorate (cyberpunk, posthuman, perversione sessuale, «arte espansa»), ricorrendo spesso a categorie critiche originali (sensologia, artistizzazione), sorretto da una visione diffusa e inglobante del reale, pensato come totalità all’interno della quale le tradizionali suddivisioni tra filosofia, arte e vita si dissolvono.
Questa varietà di interessi è tenuta insieme dall’approccio di Perniola. Che, riprendendo suggestioni da Bataille, Klossowski e Baudrillard, ha rivolto uno sguardo laterale ai diversi ambiti di cui si è occupato. Lo dimostra già il suo libro giovanile L’alienazione artistica, dove l’arte è interpretata non come una manifestazione piena e risolta della creatività umana ma, appunto, come sua alienazione. Pensatore radicale e imprevedibile, Perniola ha offerto spesso chiavi di lettura inattese per accostarsi ad alcuni tra i più decisivi problemi culturali, artistici, antropologici e politici della nostra epoca. La sua sfida, affidata a libri editi per lo più da Einaudi e da Mimesis, però, è consistita sempre nel provare a suggerire la dimensione perturbante — il «negativo» — dei fenomeni analizzati, assegnando un ruolo centrale al confronto diretto con le poetiche e con le opere. In questo orizzonte vanno gli studi sull’arte (Enigmi, 1990; Il Sex appeal dell’inorganico, 1994; L’arte e la sua ombra, 2000; L’arte espansa, 2015); ma anche le riflessioni sui media e sulla comunicazione (La società dei simulacri, 1980; Contro la comunicazione, 2004; e Miracoli e traumi della comunicazione, 2009); e i contributi filosofici (L’alienazione artistica, 1971; Bataille e il negativo, 1977; Transiti, 1985; Del sentire, 1991; Del sentire cattolico, 2001). Senza dimenticare i volumi di sintesi (L’estetica contemporanea, 2011; ed Estetica italiana contemporanea, 2017).
All’attività teoretica Perniola ha affiancato una forte tensione militante. Come emerge dal dialogo con l’Internazionale Situazionista di Guy Debord (I situazionisti, 1971); dalle investigazioni sui rapporti tra potere e cultura (Berlusconi o il ’68 realizzato, 2011); dalla direzione di riviste interdisciplinari («Ágalma», fondata nel 2000); dalla collaborazione a periodici e giornali; e dalla partecipazione alle contestazioni del Maggio parigino del ’68. Da segnalare, infine, le sue scritture letterarie: il romanzo Tiresia (1968) e i racconti Del terrorismo come una delle belle arti (2016). Quasi l’inizio e l’epilogo dell’itinerario intellettuale di questo filosofo irregolare. Che aveva aperto L’alienazione artistica con una dedica: «Alla memoria di mio zio (...), che visse coscientemente il tempo della separazione e dell’impotenza». In quelle parole è già racchiuso il destino di Mario Perniola. Che ha scelto consapevolmente di abitare «il tempo della separazione e dell’impotenza»
Corriere della sera-cultura
lunedì 8 gennaio 2018
L'anno nuovo
(foto:Alba del'18 in Algarve-i poeti Pessoa-Leopardi)
Come ogni anno nuovo,il pensiero va a
| DIALOGO di un VENDITORE d’ALMANACCHI e di un PASSEGGERE |
Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo? Venditore. Si signore. Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo? Venditore. Oh illustrissimo si, certo. Passeggere. Come quest'anno passato? Venditore. Più più assai. Passeggere. Come quello di là? Venditore. Più più, illustrissimo. Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi? Venditore. Signor no, non mi piacerebbe. Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi? Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo. Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo? Venditore. Io? non saprei. Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice? Venditore. No in verità, illustrissimo. Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero? Venditore. Cotesto si sa. Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste? Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse. Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati? Venditore. Cotesto non vorrei. Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro? Venditore. Lo credo cotesto. Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo? Venditore. Signor no davvero, non tornerei. Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque? Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti. Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo? Venditore. Appunto. Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero? Venditore. Speriamo. Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete. Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi. Passeggere. Ecco trenta soldi. Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.
..e da Leopardi, al poeta nazionale Pessoa La vita è quel che decidiamo di farne. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma quello che siamo.
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sabato 30 dicembre 2017
Il tramonto dell'anno
Algarve,il tramonto
dell'anno..dorato e infuocato, il mare carta da zucchero ..parafrasando Garcia Lorca
giovedì 23 novembre 2017
Guerra e pace?
Da CNN
Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che Russia, Iran e Turchia hanno concordato di
tenere un "congresso" in Russia che riunirebbe le fazioni in guerra
in Siria per i colloqui di pace.
I commenti di Putin sono arrivati dopo l’ incontro con il presidente iraniano Hassan Rouhani e il
presidente turco Recep Tayyip Erdogan nella località turistica russa di Sochi,
nel Mar Nero.
I tre leader hanno rilasciato una dichiarazione congiunta
volta a continuare i colloqui di pace siriani e trovare una soluzione
sostenibile per il periodo postbellico convocando un "Congresso nazionale
di dialogo siriano", ha detto Putin.
Putin e Rouhani hanno detto che il congresso - i cui membri
includeranno figure del regime siriano e dell'opposizione - getterebbe le basi
per una nuova costituzione e elezioni.
Putin ha detto che "i servizi speciali, le autorità
militari stanno lavorando per organizzare quel congresso qui a Sochi".
"Dobbiamo portare rappresentanti di tutti i diversi
gruppi etnici e di denominazione in Siria", ha detto Putin.
Putin ha detto che il nuovo congresso "esaminerà i
problemi chiave nell'agenda nazionale della Siria", tra cui
"elaborare un'organizzazione politica e l'approvazione di una nuova
costituzione" e "l'organizzazione delle nuove elezioni sotto gli
auspici dell'ONU".
Il presidente russo ha anche detto che i colloqui di pace
sostenuti dall'ONU a Ginevra, in Svizzera, dovrebbero
"intensificarsi", aggiungendo: "Voglio sottolineare qui che il
destino della Siria deve essere deciso dai siriani stessi - sia il governo che
l'opposizione".
Il presidente siriano Bashar al-Assad ha detto durante una
visita a Sochi all'inizio di questa settimana che è "totalmente
impegnato" in una soluzione pacifica e per lo svolgimento di nuove elezioni.
Putin e il suo governo sono stati uno dei principali
sostenitori del regime di Assad, sia militarmente sia nell'aiutare a negoziare
cessate il fuoco nella lunga guerra civile del paese.
Putin ha anche detto che i colloqui di pace svoltisi ad
Astana, in Kazakistan, hanno fatto la differenza. "Abbiamo notevolmente
ridotto le violenze in Siria", ha detto, e ora dobbiamo garantire che
esistano le condizioni per il ritorno dei rifugiati.
"Come paesi garanti - Russia, Iran e Turchia
continueranno a lavorare per assicurarsi che le azioni di combattimento siano
finite, che le zone di deflagrazione siano protette e che ciò sia rispettato da
tutte le parti", ha aggiunto.
Il quadro si chiarisce ulteriormente sul fronte del medio-Oriente: da un a parte quest'allenza del nord-est, con il passaggio al momento consolidatosi della Turchia di Erdogan; dall'altra una sorta di alleanza del sud-ovest con Arabia e Israele e il patrocinio U.S. La strategia di Putin ecc. si è dimostrata efficace in Siria, non a caso dall'Arabia si punta ora alla destabilizzazione del Libano, mentre i due fronti si combattono nello Yemen. Gli interessi europei non paiono poter prescindere da una considerazione piuttosto positiva della politica di Russia, Turchia, Iran volta alla stabilità della Regione.Queste potenze molto pragmaticamente perseguono una continuità dei poteri nazionali degli stati medio-orientali, poteri forti in buona parte dittatoriali: ma in cosa consiste l'alternativa "democratica" patrocinata dagli U.S.? essa è parsa sempre più una chimera, in questa Regione e nell'Islam....piccoli gruppi di intellettuali, studenti ,persone evolute, ma ahimè fianco prestato ad u n integralismo fanatico e aberrante...inoltre funzionale ai piani dell'Arabia Saudita, monarchia che non si distingue certo per indole democratica... per non parlare degli stessi interessi U.S. alla destabilizzazione perpetua dell'area...questa l'amara lezione di questi anni... D.V.
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